Adnan Abou Walid al-Sahraoui annuncia l'adesione allo Stato islamico nel 2015 in un video di propaganda

Oggi parliamo dell’annuncio dell’uccisione del capo dello Stato islamico nel grande Sahara, dell’insicurezza che non permette la scolarizzazione di un milione di bambini in Nigeria e della nomina dell’inviato speciale dell’Onu per il Sahara occidentale.

Sahel: la Francia annuncia l’uccisione del leader dello Stato islamico nel grande Sahara

La notte scorsa, un twitt, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che le forze francesi attive nel Sahel hanno ucciso Adnan Abou Walid al-Sahraoui, capo del gruppo jihadista Stato islamico nel grande Sahara. Già a giugno e luglio scorsi i militari francesi avevano colpito quadri dirigenti dello Stato islamico e del Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani, organizzazioni che compiono attacchi nella zona delle tre frontiere a cavallo tra Mali, Niger e Burkina Faso. Dopo l’annuncio di ridurre gli uomini della missione Barkhane, iniziata nel 2014, la strategia dell’Eliseo sembra essere quella di attuare azioni mirate e di supportare gli eserciti nazionali.

Nigeria: scuola negata per 1 milione di bambini a causa dell’insicurezza

In Nigeria sta per cominciare l’anno scolastico, ma negli stati del nord-ovest e del centro, un milione di bambini e ragazzi rischiano di non poter andare a scuola perché in quei territori non è garantita la sicurezza. Lo sostiene l’Unicef che ricorda nel corso del 2021 ci sono stati 20 attacchi contro scuole, nel corso dei quali 1400 studenti sono stati rapiti a scopo di estorsione. I gruppi armati si finanziano anche chiedendo il riscatto alle famiglie e talora non esitano a uccidere: sono 14 gli allievi che hanno perso la vita quest’anno. In questo momento sono 200 gli studenti in mano ai rapitori. Le famiglie e le comunità, afferma l’Unicef, s’interrogano dunque se mandare o meno i figli a scuola.

Staffan de Mistura è il nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale

Il Marocco e il Fronte Polisario hanno accettato la nomina del diplomatico italo-svedese Staffan de Mistura come nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, il cui posto era vacante dal 2019. La questione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, è considerata dall’Onu un «territorio non autonomo» in assenza di una soluzione definitiva. Il Marocco da decenni si oppone ai separatisti del Fronte Polisario, appoggiati dall’Algeria. L’ultimo inviato speciale delle Nazioni Unite è stato il tedesco Horst Köhler. De Mistura è un diplomatico esperto che ha ricoperto incarichi di rilievo presso le Nazioni Unite. È stato in particolare inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria e rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite in Iraq e Afghanistan.

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