Il presidente dell'Uganda Yoweri Museveni

Oggi parliamo del rimpasto all’interno delle agenzie di sicurezza in Uganda, del rapporto di Human Rights Watch sugli abusi dell’intelligence in Sud Sudan e del rapporto della Carta di Roma sulle notizie di migranti nei media italiani.

 

Uganda: Museveni nomina il figlio maggiore a capo delle forze speciali

Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha nominato suo figlio maggiore, il tenente generale Muhoozi Kainerugaba, a capo del comando delle forze speciali, un’unità d’élite responsabile della sicurezza del presidente e della sua famiglia. Kainerugaba riacquista così la sua posizione di capo del comando delle forze speciali, dopo più di un decennio.

La mossa fa parte di un rimpasto più ampio all’interno delle agenzie di sicurezza che arriva a meno di un mese da quelle che, evidentemente, Museveni prevede saranno elezioni parlamentari e presidenziali ferocemente contestate. Alle elezioni del 14 gennaio Museveni, 76 anni, al potere dal 1986, è candidato per un nuovo mandato.

Sud Sudan: HRW denuncia torture e abusi da parte dell’intelligence 

Un rapporto pubblicato oggi da Human Rights Watch descrive il Centro di detenzione per la sicurezza nazionale, National Security Facility, con sede a Juba, comunemente noto come Blue-House, come un luogo di torture e uccisioni extragiudiziali. Il Servizio di sicurezza nazionale (Nss) è stato istituito nel 2011 come agenzia di intelligence per raccogliere informazioni e consigliare le autorità competenti.

Ma poi, nel 2014, gli sono stati conferiti ampi poteri di arresto, detenzione, perquisizione e sequestro, senza un’efficace supervisione civile o giudiziaria. Nel rapporto, Human Rights Watch afferma che l’agenzia in questi anni ha usato questi poteri per detenere arbitrariamente politici, giornalisti, difensori dei diritti umani, operatori umanitari ed altri.

Rapporto Carta di Roma: in Italia in calo le notizie sui migranti

34% di notizie in meno sui migranti nei giornali. Un calo vertiginoso, questo segnalato dal Rapporto 2020 della Carta di Roma, intitolato “Notizie in transito”. Un calo che riguarda tanto la stampa quanto i telegiornali, che continuano a dare come prevalente la notizia dei flussi migratori. È questo, per il 53%, il tema delle news sull’immigrazione in Italia.

Il Covid-19, la paura di un nuovo straniero, invisibile, ma tra noi, ha sostituito quella sugli stranieri. Che, quando sono tornati a essere protagonisti notiziabili, spesso sono stati descritti come untori. Perché, comunque vada, comunicazione e politica hanno bisogno di alimentare la paura verso quelli che continuano a essere chiamati “clandestini”. Un tono, questo, che arriva all’apoteosi sui social Facebook e Twitter, entrati a far parte del rapporto da quest’anno.