Il primo ministro etiopico Abiy Ahmed Ali si rivolge ai militari nell'aprile 2019 (Foto credit: courtesy image/Nyamilepedia)

Oggi parliamo delle elezioni legislative del 21 giugno in Etiopia, della morte del leader di Boko Haram in Nigeria e di un premio per la libertà di stampa assegnato a un giornalista mozambicano.

Etiopia: conclusa la campagna elettorale per il voto del 21 giugno

Si è chiusa ieri in Etiopia la campagna per le elezioni generali di lunedì 21 giugno. Nel suo comizio davanti a decine di migliaia di sostenitori nella città occidentale di Jimma, in Oromia, il primo ministro Abiy Ahmed ha assicurato un voto pacifico.
«Le forze che hanno salvato l’Etiopia dal collasso trasformeranno il Corno d’Africa nel centro di potere del continente», ha aggiunto, in riferimento all’alleanza con l’Eritrea nella guerra nel Tigray.
Molti partiti in Oromia, la regione più popolata, stanno boicottando il voto, accusando il governo di intimidazioni.
Poco più di un quinto delle circoscrizioni parlamentari (78) non vota per problemi logistici e violenze di bassa intensità. Non si vota nel Tigray, mentre nelle due regioni Harar e Somalia (54 collegi elettorali) il voto è stato posticipato al 6 settembre.
Gli elettori eleggeranno 547 membri del parlamento federale e il leader del partito vincitore diventerà primo ministro. Sono registrati 37,4 milioni di elettori su una popolazione di potenziali votanti di circa 50 milioni, meno della metà dell’intera popolazione del paese (109 milioni).
Ieri intanto, Facebook ha dichiarato di aver rimosso una rete di account falsi collegati a persone associate all’Agenzia per la sicurezza della rete informatica del paese.

Nigeria: Boko Haram conferma l’uccisione del suo leader, rivendicata dall’Iswap

Il gruppo jihadista Boko Haram, attivo dal 2009 in Nigeria e nel bacino del Lago Ciad, con un video inviato all’agenzia France Presse ha confermato la morte del leader Abubakar Shekau, capo storico del gruppo dopo la morte nel 2009 del fondatore Mohamed Yusuf.
L’uccisione di Shekau era stata rivendicata la settimana scorsa dallo Stato islamico nell’Africa dell’ovest (Iswap), che si è separato da Boko Haram nel 2016.
Oggi l’Iswap è il gruppo jihadista dominante nel nord della Nigeria e compie continui attacchi contro le postazioni dell’esercito nigeriano.
Al punto che i militari hanno deciso di ritirarsi dalle piccole basi dislocate nei villaggi, per concentrarsi in campi meglio strutturati. Una strategia piuttosto criticata perché consente ai jihadisti di prendere possesso delle zone rurali.

Mozambico: al giornalista Matias Guente il Premio internazionale per la libertà di stampa 2021

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), con sede a New York, ha assegnato il Premio internazionale per la libertà di stampa 2021 a quattro giornalisti, tra cui Matias Guente, editore di Canal de Moçambique.
Il giornalista mozambicano è stato premiato assieme a tre suoi colleghi di Bielorussia, Guatemala e Myanmar, per aver affrontato “violenza, molestie, repressione e persecuzione, senza mai venir meno alla missione di informare”.
L’organizzazione individua Matias Guente come un giornalista che, “nel corso degli anni, ha affrontato una serie di minacce per i suoi duri reportage, tra cui interrogatori della polizia, accuse di violazione di segreti di stato e cospirazione, e un tentativo di rapimento nel 2019”.

 

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