Uganda: militari assaltano giornalisti e parlamentari davanti alla sede Unhcr a Kampala (KK Tv Uganda)

Oggi parliamo dell’assalto dei militari contro un gruppo di giornalisti in Uganda, dell’accordo raggiunto sulle elezioni in Somalia e del processo in Rwanda contro l’oppositore Rusesabagina.

Uganda: assalto dei militari ai giornalisti, 20 reporter e 3 parlamentari feriti 

Ieri militari e agenti di polizia hanno picchiato e gravemente ferito 20 giornalisti e giornaliste e 3 parlamentari mentre coprivano la consegna di una denuncia sulle violazioni dei diritti umani nel paese, depositata dall’oppositore Bobi Wine all’ufficio dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani a Kampala. Almeno 20 giornalisti sono rimasti feriti e almeno 4 hanno subito gravi ferite alla testa, ha detto a Reuters Stephen Bwire dell’Unione dei giornalisti ugandesi.

La polizia si è difesa sostenendo di aver disperso “folle incontrollate” che si erano formate fuori dall’ufficio mentre Wine consegnava la petizione, e accusando i giornalisti non aver indossato badges identificativi. Molti dei giornalisti lavorano per emittenti televisive, ed erano quindi accompagnati dai loro cameramen che hanno ripreso l’accaduto.

Somalia: il comitato tecnico annuncia il raggiungimento di un accordo sulle elezioni

Il comitato tecnico nominato dal governo e dai leader regionali per risolvere lo stallo del processo elettorale ha dichiarato ieri che tutte le questioni controverse sono state risolte. Il comitato ha quindi invitato i leader consultivi nazionali, compreso l’attuale presidente Mohamed Abdullahi Farmajo, a tenere una riunione urgente oggi per finalizzare l’accordo e aprire la strada alle elezioni, bloccate dallo scorso dicembre.

Se così fosse il voto dovrebbe tenersi entro 60 giorni. Intanto ieri il governo ha sospeso tutte le riunioni pubbliche per l’aumento dei casi di Covid-19.Una mossa che influenzerà le proteste dei candidati dell’opposizione alla presidenza, programmate per domani.

Rwanda: iniziato il processo all’oppositore Rusesabagina, accusato di terrorismo

È iniziato ieri il processo a carico di Paul Rusesabagina e altri venti imputati accusati di terrorismo. Rusesabagina, arrestato lo scorso agosto all’aeroporto di Kigali, è un oppositore al regime di Paul Kagame ed è conosciuto per aver salvato un migliaio di persone di etnia tutsi durante il genocidio del 1994, fatto che ha spirato il film Hotel Rwanda.

Il suo avvocato ha sostenuto che l’Alta corte rwandese non è competente a giudicarlo, in quanto l’imputato ha anche la nazionalità belga ed è stato arrestato con una procedura irregolare. Rusesabagina non nega di essere tra i fondatori del Movimento rwandese per il cambiamento democratico, nega invece di aver sostenuto atti terroristici. La prossima udienza si terrà il 26 febbraio.