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Oggi parliamo del sequestro di centinaia di civili in seguito a un attacco terroristico nel nordest della Nigeria, delle manifestazioni di sostegno al golpe militare indetta dall’opposizione in Mali e del divieto imposto in Costa d’Avorio per tutte le proteste di piazza.

Nigeria: centinaia di civili rapiti dall’Iswap nello stato di Borno

Martedì sera combattenti della provincia dello Stato islamico dell’Africa occidentale (Iswap), gruppo scissionista di Boko Haram, hanno assalito la città di Kukawa nello stato nord-orientale di Borno, prendendo in ostaggio centinaia di persone, rientrate solo 16 giorni prima nelle loro case, dopo aver trascorso quasi due anni nei campi profughi.

I terroristi hanno attaccato la città con 22 camion, ingaggiando una feroce battaglia con i soldati che la presidiano. Il conflitto decennale nel nord-est della Nigeria ha costretto alla fuga più di due milioni di persone. Negli ultimi due anni, le autorità locali hanno incoraggiato gli sfollati a rientrare nelle zone di origine, nonostante la preoccupazione espressa dalle organizzazioni di aiuto internazionali sul perdurare dell’insicurezza nella regione.

Mali: le opposizioni manifestano a sostegno del golpe militare

Domani – a tre giorni dal colpo di stato militare che ha costretto alle dimissioni il presidente Boubacar Keita – le opposizioni che fanno capo al Movimento 5 giugno hanno indetto una manifestazione nella capitale Bamako per festeggiare quella che definiscono «la vittoria del popolo». È anche questo un segnale che un qualche dialogo si è aperto tra la società civile e i militari che si sono costituiti in Comitato nazionale per la salvezza del popolo, presieduto dal colonnello Assimi Goita.

Si tratterebbe di elaborare di comune accordo una transizione politica che porti a elezioni. Operazione possibile solo se i militari riescono a rompere l’isolamento: il Mali è stato infatti sospeso dall’Unione africana e la destituzione di Keita condannata da tutta la comunità internazionale.

Costa d’Avorio: vietate fino a settembre le manifestazioni di piazza

Sabato prossimo, il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, riceverà l’investitura ufficiale del suo partito per presentarsi alle presidenziali del 31 ottobre. Scelta avversata dalle opposizioni che ritengono illegittimo che possa concorrere per il terzo mandato consecutivo. Così, per evitare contestazioni, le autorità hanno vietato fino a metà settembre le manifestazioni.

La giustificazione è che la scorsa settimana le manifestazioni contro il terzo mandato che si sono svolte in molte città hanno provocato 6 morti, numerosi feriti e 69 arresti. Tra gli arrestati figure di spicco dell’opposizione, per le quali Amnesty International ha chiesto la liberazione.