Sudan: vionenze inter-comunitarie nella capitale del Darfur occidentale El Geneina (Credit: presstv.com)

Oggi parliamo dell’escalation di violenze inter-comunitarie in Darfur, della grave insicurezza alimentare nel sud del Madagascar e delle quote non pagate da diversi paesi africani per l’adesione all’Onu.

Sudan: escalation di violenza nel Darfur occidentale dopo il ritiro della missione Onu-Ua

Ieri uomini armati hanno tentato di assaltare la residenza del governatore del Darfur occidentale, Mohammed Abdalla al-Douma, nella capitale regionale El Geneina, ma sono stati respinti dalle guardie, dopo mezz’ora di scambio di fuoco. L’attacco evidenzia le crescenti tensioni nella regione, dove dallo scorso fine settimana scontri tra membri della comunità araba Rizeigat e quelli della comunità autoctona Massalit hanno ucciso 159 persone, con 203 feriti e 90 mila nuovi sfollati.

Sull’escalation di violenza in Darfur oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione di emergenza a porte chiuse. La violenza è aumentata dopo il ritiro della missione congiunta di pace Onu-Unione africana il 31 dicembre.

Madagascar: grave insicurezza alimentare nel sud. Appello Onu per reperire fondi

L’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha chiesto circa 76 milioni di dollari per sostenere più di 1 milione di persone colpite dalla prolungata siccità in Madagascar. Secondo l’Onu, nel sud dell’isola, una persona su tre si trova in una grave situazione di insicurezza alimentare.

Con questi fondi, l’Onu si propone di migliorare la sicurezza alimentare per 1,1 milioni di persone, dare accesso all’acqua a 420mila persone, fornire integratori alimentari a 300mila bambini e procurare assistenza sanitaria di base a circa 230mila persone. Secondo uno studio della Croce Rossa, la disponibilità di acqua potabile in Africa meridionale diminuirà di oltre il 10 per cento entro il 2050.

Onu: stati africani non pagano l’adesione, perdendo il diritto di voto

Uno stato che non paga la quota d’iscrizione alla Nazioni Unite viene privato del diritto di voto in assemblea generale, come prevede l’articolo 19 della Carta Onu. A essere sanzionati, la settimana scorsa, sono stati Libia, Niger e Zimbabwe che ieri sono stati riammessi al diritto di voto dopo che hanno pagato parte del loro debito: rispettivamente 705mila dollari, 6.733 dollari e 81.770 dollari.

Ad essere in arretrato con le quote, e dunque sotto sanzione, sono anche la Repubblica Centrafricana, il Congo e il Sud Sudan che devono alle casse Onu 29.300, 90.800 e 22.800 dollari. Per far funzionare la macchina delle Nazioni Unite sono necessari ogni anno 3,2 miliardi di dollari, mentre le numerose missioni di pace richiedono annualmente 6,5 miliardi di dollari.