I detriti abbandonati nella miniera di piombo di Kabwe, in Zambia (Credit: emaze.com)

Oggi parliamo di una class action intentata in Sudafrica contro una compagnia mineraria per avvelenamento da piombo, delle violente repressioni delle proteste in Nigeria e della richiesta di centinaia di parlamentari di rilasciare i detenuti di coscienza in Egitto. 

Zambia: la popolazione del distretto di Kabwe intenta un’azione legale contro una società mineraria per presunto avvelenamento da piombo 

Un gruppo di donne e bambini del distretto di Kabwe, nello Zambia, ha intentato un’azione legale collettiva contro la filiale sudafricana della compagnia mineraria britannica Anglo American per presunto avvelenamento di massa da piombo. Chiedono un risarcimento finanziario, controlli sulla popolazione e una bonifica dell’area.

La causa sostiene che più di 100mila persone sarebbero state avvelenate dall’esposizione alle tossine rilasciate nell’ambiente nel corso dei decenni, dalle attività di una miniera di piombo nel distretto. L’Anglo American South Africa è stata azionista della miniera dal 1925 al 1974, quando è stata nazionalizzata.

La miniera è stata poi gestita come ente di proprietà statale per 20 anni prima della sua chiusura nel 1994. In un rapporto dello scorso anno, Human Rights Watch ha affermato che oltre un terzo della popolazione di Kabwe – più di 76.000 persone – vive in aree contaminate dal piombo.

Nigeria: si moltiplicano gli appelli per fermare la repressione violenta delle proteste

In Nigeria non si placa la protesta e la brutale repressione delle manifestazioni da parte delle forze dell’ordine. Ieri a Lagos e in altre città del sud, nonostante il coprifuoco imposto in 8 dei 36 stati, folle di giovani sono comunque scese in strada e si sono registrati saccheggi, incendi e assalti a bus e a commissariati di polizia.

Mentre il presidente Muhammadu Buhari resta in silenzio, a livello internazionale si chiede di fermare la repressione violenta: l’Unione europea con il commissario Borell, il segretario dell’Onu Guterres e il candidato presidente negli Usa Biden. Anche molti artisti nigeriani e americani e le comunità della diaspora denunciano le violenze che hanno causato oltre 10 morti tra i manifestanti e chiedono che la protesta sia ascoltata.

Egitto: 278 parlamentari europei e americani chiedono la scarcerazione dei detenuti di coscienza

Negli ultimi giorni, almeno 278 parlamentari europei e americani hanno inviato lettere pubbliche al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi denunciando la situazione dei prigionieri di coscienza nel paese.

A dimostrazione della crescente preoccupazione sul tema, 84 membri del Parlamento europeo, 138 membri di parlamenti nazionali europei e 56 membri delle due camere del Congresso Usa hanno sollecitato il presidente al-Sisi a porre fine all’imprigionamento di difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato i loro diritti fondamentali.

Ieri, poi, i giudici del Cairo hanno respinto il ricorso presentato dai legali di Patrick Zaki, il ricercatore di 28 anni, studente a Bologna, ormai da 8 mesi nel braccio di massima sicurezza di Tora, in attesa di giudizio