L'ex presidente tunisino Moncef Marzouki

Oggi parliamo della condanna al carcere in contumacia dell’ex presidente tunisino Moncef Marzouki, dell’allarme Usa per l’uso di droni armati turchi in Etiopia e dell’aumento delle violenze contro i giornalisti in Africa.

Tunisia: condannato a 4 anni di carcere l’ex presidente Moncef Marzouki 

L’ex presidente della Tunisia Moncef Marzouki è stato condannato in contumacia a 4 anni di carcere con esecuzione immediata. Il giudice istruttore incaricato della causa contro l’ex capo dello Stato aveva spiccato il 4 novembre scorso un mandato d’arresto internazionale. Le autorità tunisine hanno recentemente aperto un’inchiesta sulle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente sul territorio della Francia. Lo scorso 14 ottobre, il presidente tunisino, Kaïs Saïed, aveva annunciato di aver predisposto il ritiro del passaporto diplomatico all’ex capo di stato, in carica dal 2011 al 2014, accusandolo di “cospirare” contro il paese. Marzouki aveva invitato il governo francese a «rifiutare qualsiasi sostegno» a Saïed che «ha complottato contro la rivoluzione e ha abolito la Costituzione».

Etiopia: allarme Usa per l’utilizzo massiccio di droni armati turchi in Tigray

Le autorità statunitensi hanno contestato la Turchia per le sue vendite di droni armati all’Etiopia, che il governo avrebbe usato contro i ribelli del Tigray. Washington ha espresso “profonde preoccupazioni” per le vendite, che potrebbero contravvenire alle restrizioni statunitensi sulle armi ad Addis Abeba. Di recente anche Iran e Emirati Arabi Uniti hanno consegnato droni all’Etiopia. In tutto, si stima che l’arsenale etiopico sia di circa 20 droni armati. Ѐ grazie a questi che l’esercito starebbe avanzando nel sud della regione del Tigray. Ieri i media tigrini riferivano che i droni turchi hanno condotto diversi round di bombardamenti sulle infrastrutture elettriche nella capitale regionale Macallè.

Reporter senza Frontiere: in aumento le violenze contro i giornalisti in Africa subsahariana

Nel suo rapporto annuale sulle violazioni della libertà di stampa Reporter senza Frontiere (Rsf) denuncia un numero crescente di giornalisti arrestati arbitrariamente. Oltre un centinaio nell’ultimo anno nell’Africa subsahariana. 26 solo la scorsa settimana. La maggior parte dei casi in Eritrea, Camerun, Benin, Etiopia, Nigeria, Uganda e Sudan. L’instabilità politica, come i colpi di stato del 2021 in Sudan, Mali, Guinea e Ciad, ha portato a una diffusa repressione degli operatori dei media, denuncia l’organizzazione. I giornalisti sono anche presi di mira da governi e gruppi armati che cercano di controllare il flusso di informazioni in regioni devastate da violenze e conflitti, come Camerun, Sahel, Congo, Etiopia e Somalia.

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