Oggi parliamo dell’aumento della tensione tra Algeria e Marocco, dell’accentramento del potere del presidente Saied in Tunisia e della riapertura del teatro nazionale della Somalia a Mogadiscio.

L’Algeria chiude il suo spazio aereo a tutti i velivoli marocchini

L’Algeria ha deciso la chiusura “immediata” del suo spazio aereo a tutti gli aerei civili e militari marocchini, nonché agli aerei immatricolati in Marocco, ha annunciato la presidenza. La decisione è stata presa «in considerazione delle continue provocazioni e delle pratiche ostili da parte del Marocco», si legge nel comunicato ufficiale. Il 24 agosto, l’Algeria aveva interrotto le relazioni diplomatiche con il Marocco dopo mesi di accresciute tensioni tra questi due paesi rivali del Maghreb. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche il ministro degli esteri algerino Ramtane Lamamra ha criticato Rabat sostenendo che «i servizi di sicurezza e la propaganda marocchini stanno conducendo una guerra spregevole contro l’Algeria, il suo popolo e i suoi leader».

Tunisia: il presidente aumenta i suoi poteri a scapito dei partiti islamisti

Il presidente tunisino Kais Saied ha preso accordi eccezionali che rafforzano il potere presidenziale a scapito del governo e del parlamento, che sostituirà di fatto legiferando con decreti. Di fatto resta congelato il parlamento tunisino, e privati di immunità i deputati come già deciso da Saied il 25 luglio. A questi provvedimenti si aggiunge ora la perdita dello stipendio dei parlamentari. Il presidente d’ora in poi legifererà per decreto per un periodo che non è stato precisato. La sua scelta tende a “presidenzializzare” il sistema di governo ibrido previsto dalla Costituzione del 2014. Il 20 settembre da Sidi Bouzid, culla della rivoluzione tunisina del 2011, Saied aveva annunciato il mantenimento delle misure eccezionali del 25 luglio. Misure che mettono in un angolo soprattutto i partiti di matrice islamica come Ennhada.

Somalia: prima proiezione cinematografica dopo 30 anni a Mogadiscio

Un segnale incoraggiante di voglia di tornare alla normalità arriva dalla Somalia che ieri ha ospitato la sua prima proiezione pubblica di un film dopo 30 anni, alimentando le speranze di una rinascita culturale nel turbolento paese. La proiezione si è svolta, sotto pesanti misure di sicurezza, al Teatro Nazionale della Somalia, nella capitale Mogadiscio, struttura oggi recuperata dopo essere stata utilizzata come base militare dei signori della guerra durante la guerra civile, negli anni ’90, e colpita da attentati terroristici di al-Shabaab, dopo la sua riapertura, nel 2012. Il programma della serata prevedeva due cortometraggi del regista somalo Ibrahim CM – Hoos e Date from Hell – con biglietti venduti a 10 dollari ciascuno, un prezzo molto alto per la stragrande maggioranza dei cittadini.

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