Oggi parliamo della condanna in Costa d’Avorio dell’ex presidente del parlamento Soro, delle promesse sulla Libia alla conferenza Berlino 2 e della formazione del nuovo governo in Repubblica Centrafricana.

Costa d’Avorio: condannato all’ergastolo l’ex presidente del parlamento Guillaume Soro

L’ex presidente dell’Assemblea nazionale della Costa d’Avorio, figura di spicco del panorama politico del Paese, Guillaume Soro, è stato condannato ieri all’ergastolo dal tribunale criminale di Abidjan.
Soro, che si trova in esilio in Francia dopo aver rinunciato alla candidatura alle elezioni presidenziali dell’ottobre scorso, è ritenuto colpevole di complotto contro l’autorità dello Stato, minaccia all’ordine pubblico e diffusione di false notizie, insieme a 19 membri del suo partito, Generazioni e popoli solidali (Gps).
La decisione del tribunale prevede anche la dissoluzione del partito stesso e il pagamento di un ammenda collettiva di 1 miliardo di franchi Cfa, circa un milione e mezzo di euro.

Libia: alla conferenza Berlino 2 alcune promesse e pochi impegni concreti

Impegno a tenere elezioni il 24 dicembre e ritiro di tutti i mercenari. Sono questi i due nodi fondamentali emersi dalla conferenza di Berlino sulla Libia, in cui Germania e Onu hanno riunito il governo libico di transizione e i rappresentanti di 17 nazioni che hanno interessi nel Paese nordafricano.
Ma la Berlino 2 è stata più una vetrina che l’occasione di ottenere risultati concreti.
Del ritiro dei circa 20mila mercenari, censiti dall’Onu, presenti sul territorio libico, se ne parla dalla formazione del governo Dbeibah, ma non ci sono stati progressi nel frattempo.
Secondo alcune fonti, Russia e Turchia, i due paesi maggiormente coinvolti, sarebbero pronte a un ritiro progressivo di circa 300 combattenti ciascuna.
Ma soprattutto Ankara è restia a lasciare il campo prima che i contratti stipulati con Tripoli non siano del tutto onorati.

Centrafrica: nominato il nuovo governo del premier Dondra

Da ieri sera la Repubblica Centrafricana ha un nuovo governo.
Il premier Henri-Marie Dondra, nominato il 12 giugno scorso, ha presentato la sua squadra che sembra cucita su misura per il presidente Faustin-Archange Touadéra, visto che uomini della sua cerchia occupano i posti più rilevanti.
Tra loro sono riconfermati i ministri degli esteri, della sanità e dell’azione umanitaria, mentre si affacciano volti nuovi a difesa, interni, giustizia e miniere.
Più della metà dei 32 ministri sono alla prima esperienza di governo, anche se tra loro ci sono poche donne e nessun giovane.
La società civile e le opposizioni si dicono delusi perché, dopo essere stati a lungo consultati, nessun loro rappresentante è stato chiamato a far parte della squadra ministeriale.

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