Manifestazione contro la violenza contro le donne in Sudafrica

Oggi parliamo del primato mondiale del Sudafrica nella violenza contro le donne, della revoca del divieto di andare a scuola per le ragazze in gravidanza in Tanzania e del memorandum d’intesa tra Marocco e Israele nel settore della difesa.

Sudafrica: il paese al primo posto nel mondo per la violenza contro le donne

Inizia oggi la campagna globale delle Nazioni Unite di azione contro la violenza di genere che durerà fino al 10 dicembre. Oggi, nella Giornata per la fine della violenza contro le donne, l’Onu ha diffuso dati impressionanti riguardo al Sudafrica, paese al primo posto nel mondo in tema di violenza sulle donne, con un tasso di femminicidi che è quasi cinque volte superiore a quello del resto del pianeta. Un fenomeno che il governo non riesce a fermare e che si è aggravato dal 2020, con le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19. Secondo gli ultimi dati, in tre mesi, da luglio a settembre, sono stati segnalati quasi 73mila casi di aggressione, più di 13mila dei quali legati alla violenza domestica.

Tanzania: annunciata la revoca del divieto per le ragazze in gravidanza di frequentare la scuola

In Tanzania alle ragazze di età compresa tra 12 e 19 anni che hanno lasciato la scuola a causa di una gravidanza sarà nuovamente permesso di riprendere la frequentazione dopo il parto. Lo ha annunciato ieri la ministra dell’istruzione, Joyce Ndalichako, ponendo fine al divieto di frequentare la scuola imposto nel 2002 e rafforzato nel 2017 dal defunto presidente John Magufuli con l’espulsione delle ragazze in gravidanza dagli istituti scolastici per “reati contro la morale”. Una legge che era stata contrastata senza successo fino ad oggi dai gruppi per i diritti umani e dai donatori internazionali, che avevano tagliato i finanziamenti. Secondo la Banca mondiale, più di 120mila ragazze abbandonano la scuola ogni anno in Tanzania, 6.500 delle quali a causa della gravidanza o del parto.

Marocco e Israele: firmato un memorandum d’intesa sul settore della difesa 

Marocco e Israele hanno firmato ieri un memorandum d’intesa, il primo protocollo di questo tipo tra lo stato ebraico e il paese nordafricano. L’intesa formalizza i legami tra i due stati nel settore della difesa, consentendo una cooperazione più agevole, consentendo di stringere legami tra le industrie della difesa e di avviare esercitazioni congiunte. Un legame che è diventato sempre più stretto e che è stato agevolato dall’amministrazione americana di Donald Trump, che aveva sostenuto il progetto di annessione marocchina nel Sahara occidentale, in cambio di una ripresa dei rapporti tra Rabat e Tel Aviv. Rapporti che sono stati tra le cause di maggior frizione tra Algeria e Marocco di questi mesi. Algeri accusa, infatti, i due paesi, di ingerenza nelle sue questioni interne.

 

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