Oggi parliamo dei timori di una nuova eruzione del vulcano Nyiragongo nell’est della Rd Congo, delle dimissioni del presidente e del premier dopo il golpe militare in Mali e del rafforzamento della presenza militare dell’Egitto in Africa orientale.

Rd Congo: si teme una nuova eruzione del vulcano, evacuata parte della città di Goma

Le autorità di Goma, nell’est della Repubblica democratica del Congo, hanno ordinato stamattina l’evacuazione di parte della città a causa del rischio di una nuova eruzione del vulcano Nyiragongo, provocando immediatamente la fuga di decine di migliaia di persone.
«Al momento non possiamo escludere un’eruzione a terra o sotto il lago Kivu, che potrebbe verificarsi molto presto e senza alcun segnale di avvertimento», ha dichiarato ai media locali il governatore militare, il generale Constant Ndima.
Il suo annuncio è stato seguito dalla partenza immediata di decine di migliaia di persone verso sudovest, verso la regione congolese di Masisi e il vicino confine rwandese.
Lo scorso fine settimana quasi 4.500 case sono state distrutte a causa dell’eruzione.

Mali: presidente e primo ministro costretti alle dimissioni dopo il golpe militare 

Il presidente del Mali e il primo ministro di transizione si sono dimessi ieri, dopo il loro arresto da parte dei militari lunedì scorso, in quello che equivale a un secondo colpo di stato in nove mesi.
Il presidente Bah Ndaw e il suo primo ministro Moctar Ouane «si sono dimessi davanti alla missione di mediazione internazionale» attualmente in Mali, ha detto Baba Cissé, consigliere speciale del colonnello Assimi Goïta autore del golpe.
«Sono in corso trattative per il loro rilascio e la formazione di un nuovo governo», ha aggiunto.
Le dimissioni annunciate ieri minacciano di far sprofondare il paese in un’ulteriore instabilità.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito d’urgenza ieri, ha denunciato che le dimissioni sono state forzate e ha chiesto che i funzionari siano liberati immediatamente e che il governo civile sia ripristinato.

Egitto: siglati accordi di cooperazione militare con Sudan, Burundi, Uganda e Kenya

L’esercito egiziano ha avviato ieri manovre militari congiunte con l’esercito di Khartoum nello stato meridionale sudanese del Nord Kordofan, che si concluderanno il 31 maggio.
Alle esercitazioni partecipano le forze di difesa terrestre, aerea e antiaerea di entrambi gli stati.
Il nome dato alle manovre congiunte, “Guardiani del Nilo”, e l’ampia eco mediatica che hanno avuto, suona come un monito per l’Etiopia con cui Egitto e Sudan non hanno ancora raggiunto un accordo sull’uso delle acque del Nilo, bloccate dalla costruzione della gigantesca diga etiopica della Rinascita.
Intanto, l’Egitto continua a rafforzare la cooperazione militare bilaterale in Africa orientale.
In questo senso ha di recente firmato accordi con Sudan, Burundi, Uganda, e ieri anche con il Kenya. Una politica che punta a isolare Addis Abeba, che ha avuto ieri anche l’appoggio del segretario di Stato americano Antony Blinken, in visita al Cairo.