Militari tigrini nelle strade della capitale regionale Macallè (Credit: warsintheworld.com)

Oggi parliamo degli allarmi per la presenza di soldati eritrei nella regione etiopica del Tigray, del persistente stallo politico nella Rd Congo e di un accordo tra case farmaceutiche per lo sviluppo di un vaccino contro la malaria.

Etiopia: gli Usa chiedono il ritiro immediato dei soldati eritrei dal Tigray

Resta allarmante la situazione nella regione etiopica del Tigray, dal 4 novembre al centro di un’offensiva dell’esercito di Addis Abeba, sostenuto da militari della vicina Eritrea. A Nigrizia sono arrivate segnalazioni credibili di scontri tra soldati etiopici ed eritrei nella regione, mentre voci da Asmara parlano del richiamo dei riservisti e di un’atmosfera molto tesa nella capitale.

Ieri il nuovo Dipartimento di Stato americano ha chiesto che i militari eritrei lascino immediatamente il Tigray, parlando di notizie credibili di saccheggi, violenze sessuali, aggressioni nei campi profughi e altre violazioni dei diritti umani. Anche l’Unicef ha espresso preoccupazione per il peggioramento della situazione per 1,3 milioni di bambini colpiti dal conflitto nella regione.

Rd Congo: approvata la mozione di sfiducia contro il primo ministro Ilunga

La camera dei deputati della Repubblica democratica del Congo ha votato ieri una mozione di sfiducia contro il primo ministro Sylvestre Ilunga. I presenti in aula erano 374: 367 i “sì”, 7 i “no”. Secondo la Costituzione Ilunga dovrebbe dimettersi entro oggi, ma il primo ministro ha già fatto sapere che considera illegittima l’intera operazione, gestita da un ufficio di presidenza della camera provvisorio.

Il capo dello stato Félix Tshisekedi – che il 6 dicembre scorso ha rotto, dopo due anni, l’alleanza di governo con l’ex presidente Joseph Kabila che aveva indicato Ilunga come primo ministro e che controllava sia la camera che il senato – sta cercando di costruire una nuova maggioranza di governo e qualche passo in avanti sembra averlo fatto. I deputati sono 500 e oltre 70% ha scelto di voltare le spalle a Kabila.

Accordo Glaxo-Bharat per la produzione in India del vaccino anti-malaria

L’azienda farmaceutica britannica GlaxoSmithKline ha firmato ieri un accordo con la società indiana Bharat Biotech per trasferire la produzione del suo vaccino contro la malaria al fine di espandere la sua distribuzione in Africa. Questo accordo consentirà di trasferire senza interruzione la produzione della parte proteica del vaccino rafforzando la lotta contro una malattia che rimane la principale causa di morte di bambini e madri incinte in Africa.

Si calcola che muoia un bambino ogni due minuti a causa della malaria.
Il vaccino, sviluppato dal 2001 da GSK in collaborazione con PATH, è attualmente in fase di sperimentazione in Ghana, Kenya e Malawi. Dall’inizio di questo programma pilota nel 2019, 500.000 bambini hanno ricevuto una prima dose di vaccino.