Il generale golpista sudanese Abdel Fattah al-Burhan

Oggi parliamo delle pressioni della comunità internazionale sui militari golpisti in Sudan, delle denunce dell’Onu contro i mercenari russi in Centrafrica e dei muri anti-migranti in costruzione in Polonia e Lituania.

Sudan: la banca mondiale congela i finanziamenti, l’Ua sospende il paese

Aumenta la pressione internazionale contro i militari golpisti in Sudan. Ieri la Banca mondiale ha interrotto i finanziamenti in corso (per oltre 2 miliardi di dollari), in risposta al colpo di Stato del 25 ottobre. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti avevano congelato finanziamenti per 700 milioni di dollari. Sempre ieri l’Unione africana ha sospeso il paese dall’organismo. Le forze di sicurezza hanno intanto lanciato una campagna di arresti casa per casa, nel tentativo di porre fine a tre giorni di manifestazioni che hanno fatto almeno 10 morti. Tra gli arrestati anche tre importanti attivisti pro-democrazia. Allo sciopero in corso aderiscono anche i lavoratori della compagnia petrolifera statale Sudapet e i piloti della compagnia di bandiera Sudan Airways, della Badr e Tarco Airlines. Anche i dipendenti della Banca centrale e i medici hanno interrotto il lavoro. Per sabato è indetta una manifestazione a Khartoum che raggrupperà persone provenienti da tutto il paese e che si annuncia imponente.

Repubblica Centrafricana: l’Onu chiede al governo di interrompere i rapporti con i mercenari russi

Gli osservatori delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana hanno attaccato in un comunicato i comportamenti dei mercenari russi della compagnia privata Wagner, ingaggiati dal presidente Faustine-Archange Touadéra per contrastare le milizie che da anni tengono in scacco il paese. Gli esperti Onu hanno raccolto informazioni secondo le quali i mercenari avrebbero compiuto stupri in numerose regioni del paese e intimidito sistematicamente civili, giornalisti e membri di organizzazioni non governative. E chiedono al governo di «porre fine a ogni relazione con il personale militare privato». Nei mesi scorsi, Touadéra aveva costituito una commissione d’inchiesta che rilevato che alcuni fatti «sono imputabili agli istruttori russi».

Migranti: la Polonia approva la costruzione di un muro lungo il confine con la Bielorussia

Non si arresta in Europa la costruzione di muri anti migranti. Ieri, il senato polacco ha approvato un piano che prevede la costruzione di un muro da 350 milioni di euro lungo il confine con la Bielorussia. L’obiettivo è quello di impedire alle persone migranti di entrare illegalmente nel paese. 52 i voti a favore, 46 quelli contrari e una sola astensione. È così che il progetto tanto discusso passa e diventa realtà. Da tempo il governo polacco si era fatto portavoce di un investimento volto a proteggere i confini. In quest’ottica aveva rafforzato i controlli alla frontiera con la Bielorussia, aumentando fino a 10mila il numero di militari al confine. La Polonia è in buona compagnia: anche la Lituania ha iniziato a costruire il suo muro da 400 chilometri lungo il confine bielorusso.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati