Oggi parliamo della condanna definitiva in Francia per il vicepresidente della Guinea Equatoriale, dell’estensione del conflitto civile in Etiopia e della squalifica di 14 atleti africani alle Olimpiadi di Tokyo.

Francia: condannato in via definitiva il vicepresidente della Guinea Equatoriale

Ieri, in Francia, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Teodorin Obiang, vicepresidente della Guinea Equatoriale, condannato a tre anni di carcere e a un’ammenda di 30 milioni di euro.
Al termine di un processo durato 14 anni, Teodorin è stato ritenuto colpevole di malversazione di fondi pubblici nel suo paese, denaro trasferito in Francia dove avrebbe accumulato un patrimonio in case e beni di lusso per 150 milioni di euro.
Denaro destinato a rientrare in Guinea Equatoriale, che sarà il primo paese a usufruire del meccanismo di restituzione dei beni acquisiti in modo fraudolento, un’iniziativa di legge che sta per essere approvata dal parlamento francese.

Etiopia: intensi combattimenti in Amhara, ancora bloccata la ferrovia Addis-Gibuti

In Etiopia la guerra nel Tigray si sta estendendo alle regioni limitrofe. Intensi combattimenti si registrano nella regione Amhara, contro miliziani del Fronte di liberazione del popolo del Tigray, mentre le autorità nella regione occidentale di Benishangul-Gumuz affermano di aver ucciso più di 100 combattenti di un gruppo armato, accusato di numerosi attacchi su base etnica.
Ciò avviene all’indomani degli scontri iniziati il 24 luglio nella regione Somala, in cui centinaia di civili sono stati uccisi in un’offensiva delle milizie della vicina regione di Afar.
Ieri, per il quarto giorno consecutivo, la ferrovia che collega Addis Abeba al porto di Gibuti è stata bloccata da giovani somali che accusano l’esercito di stanza nella città di Gedamaytu di “complicità” con le milizie Afar.

Olimpiadi: 14 atleti africani esclusi dalle gare per aver saltato i controlli antidoping

Comincia male per i paesi africani l’avventura olimpica in atletica leggera. Venti atleti, tra cui 14 del continente, sono stati esclusi dagli eventi di atletica leggera dei Giochi Olimpici, 36 ore prima del loro inizio.
La Commissione Integrità dell’ente mondiale dell’atletica ha escluso 18 elementi per mancato rispetto dei parametri in antidoping.
In particolare, si fa riferimento al fatto che costoro per tre volte non si sarebbero fatti trovare dagli incaricati di fare i test, e quindi sono stati ritenuti colpevoli di “no show”.
Dieci di questi atleti sono della Nigeria, tre della Bielorussia e dell’Ucraina, uno a testa per Etiopia e Marocco.
Inoltre, fa sapere “World Athletics”, due kenyani sono stati rimpiazzati dalla loro federazione nazionale.

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