Oggi parliamo dell’arresto di Bobi Wine in Uganda, della liberazione in Costa D’Avorio del leader politico Pascal Affi N’Guessan e della richiesta dell’opposizione di annullare le elezioni nella Republica Centroafricana.

Arresto di Bobi Wine

Bobi Wine, leader dell’opposizione e candidato alle elezioni
presidenziali del 14 gennaio in Uganda, ha dichiarato in un tweet di
essere stato arrestato insieme a tutto il suo team elettorale nella
regione centrale di Kalangala.

Dopo gli scontri di domenica scorsa,
dove un uomo della sua scorta era rimasto ucciso, Wine si apprestava a
riprendere la sua campagna spesso interrotta da arresti e scontri con
le forze dell’ordine che, con il pretesto delle misure anti-Covid,
vogliono negargli i bagni di folla. Oggi doveva tenere un comizio
sull’sola Bugala, nel lago Vittoria. Carismatico leader e icona
musicale dei giovani Bobi Wine sfida alle elezioni l’attuale
presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986.

Liberazione di Pascal Affi N’Guessan

E’ stato liberato ieri in Costa D’Avorio, sotto controllo giudiziario,
il leader politico e portavoce del cartello delle opposizioni Pascal
Affi N’Guessan detenuto dal 7 novembre scorso in una località
mantenuta segreta per ragioni di sicurezza.

Era accusato di complotto
contro l’autorità dello Stato per aver dato vita, all’indomani delle
elezioni del 31 ottobre, ad un Consiglio Nazionale di Transizione,
organo parallelo al governo che non riconosceva la legittimità delle
urne perché il presidente Alassane Ouattara si era ripresentato per un
terzo mandato non previsto dalla Costituzione. La sua liberazione è in
linea con l’apertura di un processo di dialogo nazionale tra il
governo e le opposizioni che si sono accordate per la tenuta delle
elezioni legislative il 6 marzo del prossimo anno.

Republica Centroafricana: richiesta di annullamento del processo elettorale

Dopo la tenuta di elezione molto controverse in Repubblica
Centrafricana domenica scorsa, dove si è potuto votare liberamente
solo in 36 dei 71 distretti del paese a causa delle incursioni ribelli
che infestano le province, il cartello delle opposizioni COD 2020
chiede l’annullamento del processo elettorale.

I partiti delle opposizioni stimano che, oltre all’impossibilità per troppi
concittadini di recarsi alle urne, molte irregolarità sono state
registrate nei vari seggi e che questo appuntamento nazionale sia da
considerarsi illegittimo. Le loro critiche puntano il dito
sull’operato del governo e della Minusca, la forza internazionale di
interposizione delle Nazioni Unite, ritenuti incapaci di assicurare,
come promesso, la sicurezza del processo elettorale.