Il presidente della Repubblica del Congo con la moglie all'inaugurazione della chiesa di Madibou a Brazzaville, il 30 gennaio 2016

Oggi parliamo dei dubbi dei vescovi congolesi sulla correttezza del voto presidenziale di marzo, di un’offensiva dell’esercito senegalese contro gli indipendentisti della regione di Casamance e di un duplice attentato, sventato in Etiopia e in Sudan.

 

Rep. del Congo: i vescovi esprimono “serie riserve” sulla correttezza del voto di marzo

In un messaggio diffuso il 2 febbraio, i vescovi del Congo hanno espresso «serie riserve» circa il voto presidenziale del 21 marzo. «Il nostro popolo – scrivono – è stanco di elezioni che indeboliscono la coesione sociale e offuscano l’immagine del nostro paese all’estero».

Nel documento, i vescovi congolesi esprimono seri dubbi sul fatto che, alle condizioni attuali, si possano organizzare elezioni pacifiche, partecipate, trasparenti, libere e credibili. In un’intervista all’emittente Radio France Internationale il portavoce della Conferenza episcopale punta il dito, in particolare, sulla composizione delle liste elettorali e sull’assenza delle previste schede elettorali biometriche. In Congo il presidente Denis Sassou-Nguesso è al potere dal 1979 e si ricandida.

Senegal: operazione militare contro gli indipendentisti della Casamance

L’esercito senegalese la sta chiamando «operazione di messa in sicurezza» della Casamance e non fornisce altri dettagli. L’operazione sarebbe iniziata il 26 gennaio e riguarda la regione meridionale del Senegal dove dal 1982 agiscono gli indipendentisti del Movimento delle forze democratiche di Casamance.

Fonti giornalistiche affermano che, dopo degli intensi bombardamenti aerei e di artiglieria tra Bissine a la frontiera della Guinea-Bissau, reparti dell’esercito stanno attaccando tre basi degli indipendentisti, i quali si sarebbero ritirati in un’area forestale. Il conflitto nella Casamance, che ha causato migliaia di morti e di rifugiati, è punteggiato di accordi o di tentativi di accordi di pace che negli ultimi anni hanno visto il coinvolgimento anche della Comunità di Sant’Egidio.

Etiopia: sventati attentati terroristici alle ambasciate degli Emirati Arabi ad Addis Abeba e a Khartoum

L’agenzia di stampa etiopica Ena ha riferito dell’arresto di 15 persone, accusate di essere sul punto di attaccare l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti ad Addis Abeba, sotto la direzione di un non meglio identificato gruppo terroristico straniero. Durante l’operazione sarebbero state sequestrate armi pesanti, esplosivi e documenti.

Sempre secondo Ena, un secondo gruppo terroristico progettava un attacco all’ambasciata degli Emirati Arabi a Khartoum, nel vicino Sudan. L’agenzia etiopica ha fatto sapere inoltre che un uomo di nome Ahmed Ismael, considerato il «leader del gruppo terroristico e residente in Svezia, è stato arrestato nel paese scandinavo grazie allo scambio di informazioni tra servizi di sicurezza europei, africani ed asiatici».