Il ministro degli interni libico del Gna, Fathi Bashaga

Oggi parliamo della storica visita del ministro degli interni del governo libico di Tripoli in Egitto, delle modifiche al documento costituzionale in Sudan e delle continue minacce alla stampa nella Repubblica democratica del Congo.

Libia: storica visita del ministro degli interni del Gna in Egitto

Una visita a suo modo storica, che potrebbe segnare una svolta nel conflitto libico. Il ministro degli interni del Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli, Fathi Bashaga, è arrivato ieri al Cairo, per colloqui con la controparte egiziana. Si tratta della prima visita in Egitto di un alto funzionario della Libia occidentale dall’inizio dell’offensiva su Tripoli, il 4 aprile 2019, del comandante libico Khalifa Haftar.

L’Egitto sostiene le istanze delle autorità della Cirenaica, non riconosciute al livello internazionale, ed è da tempo in rotta di collisione con la Turchia, che invece appoggia l’esecutivo con sede in Tripolitania. Bashaga non è un ministro qualunque: è tra i principali aspiranti alla carica di primo ministro nel futuro governo di unità nazionale che dovrebbe nascere dai colloqui mediati dall’Onu.

Sudan: approvate importanti modifiche al documento costituzionale

Le autorità sudanesi hanno approvato importanti modifiche al documento costituzionale firmato nell’agosto 2019 tra le Forze per la libertà e il cambiamento e il Consiglio militare per gestire il periodo di transizione dopo il rovesciamento del regime islamista.

Le modifiche includono la proroga del periodo di transizione di circa quattordici mesi e l’ampliamento del numero dei componenti del Consiglio sovrano da 11 a 14 con l’ingresso di tre nuovi membri in rappresentanza delle parti che il 3 ottobre hanno firmato l’accordo di pace a Juba. Il nuovo testo stabilisce anche che possano candidarsi alle elezioni solo coloro che hanno firmato l’accordo. Tuttavia, l’unico ad sudanese averlo firmato è l’attuale vicepresidente del consiglio sovrano, il generale Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemetti.

Rd Congo: continue minacce alla stampa

Non se la passano granché bene i giornalisti nella Repubblica democratica del Congo. Negli ultimi due anni, che coincidono con la presidenza di Félix Tshisekedi, la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti sono state messe in pericolo 116 volte. Il bilancio è di un cronista ucciso, uno scomparso, una quarantina di arresti e poi minacce e aggressioni.

La denuncia arriva dall’organizzazione Giornalisti in pericolo (Jed) che chiede al governo di mettere in atto al più presto un meccanismo di protezione della stampa. Il ministro della comunicazione, Jolino Makele, ha per l’ennesima volta promesso di organizzare gli stati generali della stampa e di affrontare una questione spinosa: la depenalizzazione dei reati a mezzo stampa.