Elezioni in Centrafrica

Oggi parliamo del rovente clima politico dopo le elezioni in Centrafrica, dell’incriminazione di un giornalista investigativo in Niger e dello scandalo dei politici alloggiati in alberghi di lusso a spese dello stato in Sud Sudan.

 

Centrafrica: 10 candidati alle presidenziali di dicembre chiedono l’annullamento del voto

Le elezioni generali del 27 dicembre stanno arroventando il clima politico nella Repubblica Centrafricana. Ieri, dieci candidati alle presidenziali hanno chiesto l’annullamento del voto. Lunedì la commissione elettorale ha attribuito la vittoria al primo turno del presidente uscente Touadéra, pur ammettendo che metà degli elettori, circa 900 mila nigerini, non hanno potuto votare per problemi di sicurezza, a causa dell’offensiva di gruppi ribelli.

Inoltre, solo 21 dei 140 deputati sono passati al primo turno e quindi va organizzato un secondo turno in una situazione di forte instabilità. Papa Francesco, che nel 2015 aveva compiuto un viaggio in Centrafrica, nell’Angelus di ieri ha fatto un appello al dialogo e alla pace nel paese.

Niger: giornalista accusato di diffamazione dopo un’inchiesta su sottrazione di fondi pubblici 

In Niger, il giornalista investigativo Moussa Aksar dovrà comparire davanti a giudici per rispondere di diffamazione, dopo una denuncia avanzata da funzionari del ministero della difesa. Akzar, lo scorso settembre, ha pubblicato sul giornale che dirige – L’Evénement – un’inchiesta in cui sostiene che attraverso un meccanismo di false fatturazioni 110 milioni di euro di soldi pubblici, che avrebbero dovuto essere impiegati per rafforzare gli apparati dell’esercito, sono stati sottratti alle casse dello stato.

L’associazione dei giornalisti investigativi nigerini, ha affermato che metterà a disposizione del giornalista tutti i mezzi per assicurargli la difesa e sottolineato che l’incriminazione «è una manovra di intimidazione nei confronti di Aksar, il quale peraltro è stato oggetto di minacce di morte».

Sud Sudan: gli hotel di Juba esigono dal governo il pagamento di 10 milioni di dollari di arretrati

Nove hotel nella capitale Juba, hanno inviato una lettera al governo transitorio chiedendo il pagamento, entro cinque giorni, di 10 milioni di dollari di arretrati per il soggiorno dei delegati impegnati nel processo di pace che risiedono nelle strutture dal 2019.

Già nel maggio dello scorso anno, l’Unione Africana aveva fatto eco alle richieste della società civile chiedendo ai funzionari del governo e dell’opposizione di smettere di spendere soldi pubblici per lussuose auto private e per le sistemazioni alberghiere dei singoli leader, delle loro guardie del corpo e dei parenti, a scapito della popolazione. Secondo stime credibili, la percentuale di sudsudanesi che vivono sotto la soglia di povertà è ben oltre l’80%.