Jacob Zuma, allora presidente del Sudafrica, al World Economic Forum on Africa, a Cape Town, il 10 giugno 2009 (Credit: World Economic Forum / Matthew Jordaan)

Oggi parliamo della detenzione in Sudafrica dell’ex presidente Zuma, del nuovo governo nominato in Algeria e del vertice Onu per spingere Etiopia, Sudan ed Egitto a trovare un accordo sulla contestata diga etiopica sul Nilo.

Sudafrica: l’ex presidente Zuma da ieri in carcere. Ѐ condannato a 15 mesi per oltraggio alla corte

L’ex presidente sudafricano Jacob Zuma ha trascorso la sua prima notte in carcere dopo essersi consegnato alla polizia ieri sera.
Il 29 giugno la Corte costituzionale lo aveva condannato a 15 mesi di carcere per oltraggio alla corte dopo che si era rifiutato ripetutamente di testimoniare nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato.
Zuma, che sostiene che i giudici siano manovrati politicamente contro di lui, deve rispondere alle accuse di corruzione, frode ed estorsione durante i suoi 9 anni alla presidenza, terminati nel febbraio 2018, quando il suo partito, l’African National Congress lo ha costretto a dimettersi.
Ѐ la prima volta nella storia del Sudafrica che un ex presidente viene condannato al carcere.

Algeria: annunciata la composizione del nuovo “governo del presidente”

Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha annunciato ieri la composizione del nuovo governo, dopo la nomina lo scorso 30 giugno del nuovo primo ministro, Aïmen Benabderrahmane.
Su un totale di 33 ministri, 16 sono volti nuovi.
Il presidente ha mantenuto il portafoglio della difesa, secondo una tradizione in vigore dagli anni ’90.
I cambi più rilevanti sono agli esteri e alla giustizia, con Ramtane Lamamra ministro degli esteri, incarico da lui già ricoperto durante il regime dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika (1999-2019).
Una nomina contestata dal movimento popolare Hirak che dalla deposizione di Bouteflika chiede l’uscita di scena di tutti gli uomini politici legati al vecchio regime.

Oggi riunione al Consiglio di sicurezza Onu sulla Gerd. La Tunisia presenta una sua risoluzione

Con una bozza di risoluzione la Tunisia ha proposto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di spingere per un accordo vincolante tra Etiopia, Sudan ed Egitto sulla controversa gestione della gigantesca diga idroelettrica etiopica sul Nilo Azzurro (Gerd).
La bozza sarà presentata oggi alla riunione del Consiglio di sicurezza ma non è chiaro quando possa essere messa ai voti.
L’agenzia Reuters fa sapere però che, secondo un alto diplomatico etiopico a New York, la bozza di risoluzione “affonda di fatto” il processo di mediazione guidato dall’Unione africana e che l’Etiopia sta lavorando per assicurarsi che non venga adottata.
Sempre ieri intanto è intervenuta anche l’Arabia Saudita, riaffermando il suo sostegno a Egitto e Sudan nel “preservare i loro legittimi diritti all’acqua”.

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