Oggi parliamo del report Global Inequality Report 2022 dal quale emerge come l’Africa sia tra le aree più diseguali al mondo; tratteremo poi dell’Rd Congo dove una diga minaccia il parco nazionale di Upemba e infine andremo in Sud Sudan con la denuncia di Amnesty international sulle violenze nel paese.

 

 

L’Africa, il continente più diseguale

L’Africa rimane una delle aree più diseguali del mondo. È la fotografia che esce dal Global Inequality Report 2022, il resoconto più autorevole e completo delle tendenze globali sulla disuguaglianza. Nei paesi subsahariani, il 10% più ricco detiene più della metà (56%) del reddito. Un dato che supera quello degli Stati Uniti, dove il 10% accumula il 45% del totale, ed è molto superiore anche a quello dell’Europa, dove la quota detenuta dai più ricchi è il 35%. Il paese in assoluto più diseguale è il Sudafrica, nel quale il 10 % più ricco detiene poco più di due terzi (66%) del reddito complessivo. Tra i paesi più diseguali ci sono anche la Repubblica Centrafricana, il Mozambico, la Namibia e lo Zambia. In Africa, la nazione più egualitaria è l’Algeria dove il 10% accumula il 37% del reddito nazionale.

 

Rd Congo: una diga minaccia il parco nazionale di Upemba

Un nuovo rapporto dell’organizzazione per i diritti umani Global Witness ha rivelato come società di investimento e banche europee hanno finanziato il gigante dell’ingegneria PowerChina che sta costruendo una diga che minaccia di assorbire un ampio tratto di foresta protetta nel parco nazionale di Upemba nella Repubblica democratica del Congo. In particolare la francese Société Générale e la banca britannica Standard Chartered hanno sottoscritto 530 milioni di euro di obbligazioni emesse da PowerChina, rispettivamente nel 2018 e nel 2019. Il progetto, una volta completato, inonderà 48 km² di foresta e costringerà alcune popolazioni locali ad abbandonare le loro terre. L’Ue ritiene che il parco di Upemba sia un sito di «priorità biologica».

 

Sud Sudan: crimini di guerra denunciati da Amnesty International

In Sud Sudan, nella regione meridionale West Equatoria, negli ultimi mesi si sono registrate violenze e veri e propri crimini di guerra negli scontri tra due gruppi etnici ma anche nei combattimenti tra governo centrale e gruppi di opposizione. Lo denuncia Amnesty International. Migliaia di persone hanno abbandonato le loro abitazioni. Le violenze sono iniziate nel giugno scorso. L’instabilità e le violenze si aggiungono alle più gravi inondazioni verificatesi dal 1962 ad oggi, che hanno colpito oltre 700mila persone. Dopo l’indipendenza nel 2011, il Sud Sudan nel 2013 è precipitato in una guerra civile interetnica che ha mietuto 400mila vittime e creato milioni di sfollati e rifugiati.

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