La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan e il suo omologo ugandese Yoweri Museveni

Oggi parliamo del via libera alla costruzione del contestato oleodotto tra Uganda e Tanzania, dell’avanzata dell’esercito contro le milizie in Centrafrica e della vittoria a Gibuti del presidente Guelleh alle elezioni del 9 aprile.

Via libera alla costruzione del più lungo oleodotto del continente

Uganda e Tanzania hanno firmato ieri con la compagnia petrolifera francese Total e con quella cinese Cnooc l’accordo che dà il via alla costruzione del East african crude oil pipeline (Eacop), un contestato gasdotto da 3,5 miliardi di dollari, lungo quasi 1.500 Km, per portare il greggio estratto nell’Uganda occidentale fino al porto tanzaniano di Tanga, sull’Oceano Indiano.

Il mese scorso circa 263 organizzazioni non governative di tutto il mondo avevano chiesto a 25 banche di non concedere prestiti per finanziare l’oleodotto. Il progetto, dicono, rappresenta un’enorme minaccia per le comunità locali, l’approvvigionamento idrico e la biodiversità, non solo in Uganda e Tanzania, ma anche nella Repubblica democratica del Congo e in Kenya.

Rep. Centrafricana: l’esercito riconquista la città strategica di Kaga Bandoro

Avanza in Centrafrica l’esercito (Faca), sostenuto dai russi, nel tentativo di riconquistare le zone controllate dalle milizie. Sabato i soldati sono entrati nella città di Kaga Bandoro, 300 Km al nord della capitale Bangui, uno snodo fondamentale per il commercio e sede del più grande mercato di bestiame del paese.

La città, crocevia di nomadi e commercianti, era in mano alle forze ribelli dal 2014 e costituiva, proprio per la tassazione sul bestiame, una fonte importante di introiti per il finanziamento dei gruppi armati. Questo avvenimento segna nel paese un rafforzarsi della compagine governativa dopo le tensioni che hanno accompagnato nei mesi scorsi il processo elettorale, minacciato dall’avanzata di una coalizione di sei gruppi ribelli che ha tentato di destabilizzarne lo svolgimento.

Gibuti: il presidente Guelleh ottiene il quinto mandato consecutivo

Come previsto, sabato il presidente di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, è stato proclamato vincitore delle elezioni del 9 aprile. Guelleh ha ottenuto il suo quinto mandato quinquennale consecutivo in un’elezione, boicottata dalla maggior parte delle opposizioni, in cui ha ottenuto oltre il 97% dei consensi.

I voti validi sono stati poco più di 177mila dei 200mila iscritti nelle liste elettorali, su una popolazione di circa 2 milioni di persone, il 14% delle quali vive in povertà estrema. L’unico oppositore rimasto in corsa, l’uomo d’affari Zakaria Ismail Farah, che ha ottenuto il 2,48%, ha parlato di risultati “lontani dalla realtà”.

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