Antica chiesa ortodossa a Lalibela, città patrimonio dell'umanità dell'Unesco colpita dal conflitto in Etiopia

Oggi parliamo del conflitto in Etiopia, delle pressioni della Cedeao sui golpisti in Mali e Guinea e del nuovo record di spese militari per l’Italia.

Etiopia: la città di Lalibela riconquistata dalle milizie tigrine

Le forze ribelli del Tigray hanno riconquistato la città di Lalibela, nella regione Amhara, al confine con la regione settentrionale del Tigray. La città, patrimonio dell’Unesco, era caduta sotto il controllo dei miliziani tigrini all’inizio di agosto, e ripresa dall’esercito di Addis Abeba e dai suoi alleati meno di due settimane fa, nell’ambito di un’offensiva avviata dal primo ministro Abiy Ahmed contro l’avanzata dei ribelli verso la capitale. Sul conflitto, sempre più radicalizzato a oltre un anno dal suo avvio, sono intervenuti la scorsa settimana i leader Consiglio interreligioso della diaspora tigrina (Inter-Religious Council – Tdirc) in una lettera inviata a papa Francesco, affiché intervenga per fermare gli scontri che, secondo quanto affermato dall’organismo, stanno assumendo i contorni di “un genocidio” contro la popolazione del Tigray.

Mali e Guinea: la Cedao conferma le sanzioni e preme sui golpisti per nuove elezioni

La Comunità economica dell’Africa occidentale (Cedeao) non allenta le sanzioni comminate a Mali e Guinea dopo i colpi di stato che hanno toccato i due paesi e chiede elezioni in tempi brevi. È stato ribadito ieri nel corso di un summit che si è svolto ieri ad Abuja (Nigeria). In riferimento alla Guinea l’organizzazione regionale attende che la giunta militare, al potere da settembre, avanzi delle proposte concrete sull’organizzazione del voto. Per il Mali la data delle urne era già stata fissata al 27 febbraio prossimo, ma i militari, che governano dall’agosto 2020, non l’hanno mai confermata. Secondo l’agenzia France Presse la Cedeao avrebbe ricevuto un impegno scritto da parte del presidente maliano Assimi Goita di fornire un calendario elettorale entro il 31 gennaio 2022.

Italia, nuovo record per le spese militari: oltre mezzo miliardo di euro nel 2022

L’Osservatorio Milex segnala che sono stati trasmessi al parlamento altri cinque decreti ministeriali di riarmo, da approvare entro fine anno. Sale, quindi, a 23 il numero dei programmi che il ministro della difesa Lorenzo Guerini ha inviato alle Camere nel 2021, per un valore complessivo che supera i 12 miliardi di euro e con autorizzazioni di spesa annuale per oltre 300 milioni nel 2021 e per quasi mezzo miliardo nel 2022. Si tratta di un record assoluto. Le Commissioni difesa e bilancio di Camera e Senato sono chiamate a dare il via libera anche all’acquisto di proiettili di precisione per i cannoni semoventi dell’Esercito e per quelli navali della Marina, e a un nuovo avamposto di comando per le missioni all’estero dell’Aeronautica.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati