Oggi parliamo delle violenze terroristiche sui bambini in aumento tra Niger, Mali e Burkina Faso, delle concertazioni politiche dopo il golpe in Guinea e delle nuove dichiarazioni del presidente tunisino Saied.

Amnesty: in aumento le violenze sui minori nel sud-ovest del Niger

I bambini sono sempre più vittime di azioni terroristiche nelle zone vicine ai confini del Niger con il Mali e il Burkina Faso. Ad affermarlo è un nuovo rapporto di Amnesty International, pubblicato oggi, in cui si accusa lo Stato islamico nel grande Sahara (Iswap) e Jama’at nusrat al-islam wal-muslimin (Jnim), affiliata ad al-Qaeda, di aver causato “un impatto devastante sui bambini” nella regione di Tillaberi, un’area di 100mila chilometri quadrati nel sud-ovest del Niger, dove i gruppi terroristici hanno ucciso più di 60 minori dall’inizio dell’anno. Amnesty descrive un aumento di crimini di guerra, compresi attacchi ai villaggi e alle scuole con il rapimento di minori usati poi come bambini soldato.

Guinea: settimana di concertazione per i militari golpisti

Si apre una settimana di concertazione per i militari della Guinea che domenica 5 settembre hanno rovesciato il presidente Alpha Condé, dissolto il governo e abolito la Costituzione. Domani il leader dei golpisti, il colonnello Mamady Doumbouya, incontrerà i capi dei partiti politici e i responsabili delle confessioni religiose; mercoledì sarà la volta della società civile e delle rappresentanze diplomatiche; giovedì vedrà i proprietari delle compagnie minerarie (la Guinea è tra i primi produttori mondiali di bauxite, principale minerale per produrre l’alluminio); e venerdì si confronterà con le banche e i sindacati. L’ipotesi è di avviare una transizione condivisa e ridare al più presto il potere ai civili.

Tunisia: il presidente annuncia di voler emendare la Costituzione

Il presidente della Tunisia Kais Saied ha annunciato questo fine settimana che il nuovo governo sarà formato «al più presto» e ha parlato di un’imminente riforma della Costituzione. Lo ha dichiarato all’emittente televisiva Sky News Arabia. «Il governo sarà formato dopo aver scelto le personalità più oneste», ha dichiarato, non fornendo tuttavia una data precisa per la formazione del nuovo esecutivo.
In merito alla Costituzione tunisina, Saied ha dichiarato di volerla rispettare ma allo stesso tempo di voler introdurre alcuni emendamenti. «Il popolo tunisino ha rifiutato la Costituzione, che non è eterna», ha affermato. Posizione che ha messo in allarme le opposizioni. Soprattutto dopo il licenziamento del primo ministro il 25 luglio scorso, e la sospensione delle attività del parlamento. Misure prorogate «fino a nuovo avviso» il 24 agosto.

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