Nigeria: attacco a una scuola secondaria nello stato di Katsina (Credit: republicworld.com)

Oggi parliamo di un attacco armato in una scuola nel nord della Nigeria, della visita lampo del premier sudanese in Etiopia e dei parlamentari del Kenya, costretti a restituire allo Stato 10 milioni di dollari.

Nigeria: almeno 300 studenti scomparsi dopo un attacco armato ad una scuola

In Nigeria è stato mobilitato l’esercito per ritrovare gli almeno 300 studenti di una scuola secondaria di cui si sono perse le tracce dopo che venerdì sera un gruppo di uomini armati, a bordo di motociclette, ha preso d’assalto un istituto scolastico nello stato di Katsina, nel nord del paese. Alcuni di loro sarebbero stati rapiti, altri sarebbero dispersi nella foresta.

Secondo alcune testimonianze, gli studenti sarebbero stati costretti a salire su degli autobus. Intanto tutte le scuole secondarie della regione sono state chiuse. Il presidente Buhari, dopo aver condannato l’attacco, ha promesso di rafforzare la sicurezza delle scuole. Presa di posizione da parte dell’Unicef e del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che chiedono l’immediata liberazione.

Etiopia: visita lampo del presidente sudanese ad Addis Abeba

Il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok si è recato ieri nella capitale etiopica Addis Abeba. La visita era inizialmente prevista per due giorni, ma si è interrotta dopo poche ore. Sulla crisi nella regione del Tigray, Hamdok ha chiesto con Abiy Ahmed una riunione di “emergenza” dell’Igad, il blocco di paesi dell’Africa orientale. Ha anche annunciato che Sudan ed Etiopia riprenderanno i negoziati sulla “diga della Rinascita etiopica” la prossima settimana.

Intanto nel Tigray le autorità hanno lanciato una campagna di disarmo dei civili e sabato è arrivato il primo carico di aiuti internazionali alla popolazione. Il giorno prima le Nazioni Unite hanno espresso allarme per il ritorno forzato dei rifugiati eritrei nei campi da cui erano fuggiti allo scoppio del conflitto.

Kenya: la Corte di giustizia impone ai parlamentari di restituire allo Stato 10 milioni di dollari

Con una sentenza storica, l’alta Corte di giustizia del Kenya ha imposto ai parlamentari di rimborsare allo Stato oltre 10 milioni di dollari, corrispondenti a sussidi e premi, legati alle loro indennità, introdotti da una norma varata due anni fa. I 416 deputati hanno beneficiato di queste somme grazie a una legge da loro stessi proposta, la cui approvazione aveva suscitato vive reazioni e proteste da parte della società civile.

Secondo il Fondo Monetario, i parlamentari kenyani sono tra i più pagati del continente, dopo quelli nigeriani. Intanto il paese, sull’orlo di una crisi economica senza precedenti, travolto da un debito estero enorme, cerca di trovare in ogni modo le risorse per uscire dal tunnel.