Sbarchi di migranti a Lampedusa (immagine di repertorio)

Oggi parliamo dell’aumento degli sbarchi di migranti nel Sud Italia, delle tensioni in Algeria durante il voto legislativo di sabato e di un nuovo passo nel percorso di riavvicinamento tra Francia e Rwanda.

Migranti: 1.200 arrivi via mare in 24 ore. Al collasso l’hotspot di Lampedusa

L’Italia ha registrato 16 sbarchi in 24 ore con oltre 1.200 persone arrivate via mare sulle coste siciliane questo weekend.
Mille i migranti intercettati dalla guardia costiera libica e riportati indietro.
410 quelli salvati dalla nave Geo Barents di Medici senza frontiere, ancora in attesa di un porto sicuro in cui far sbarcare le persone a bordo.
Numeri in continuo aumento, che riportano al collasso l’hotspot di Lampedusa, la cui capienza massima è di 250 persone.
Sarebbero 1.215, i migranti accampati dentro e fuori l’hotspot, in una situazione di assembramento denunciata dal sindacato di polizia Coisp.
Con norme anti contagio saltate. Tra gli oltre mille migranti infatti, solo 500 risultano aver già fatto il tampone.

Algeria: bassa affluenza alle elezioni legislative anticipate. Alta la tensione nel paese

Bassa affluenza alle legislative in Algeria, svolte sabato 12 giugno.
Si è presentato alle urne solo il 30,20% di chi aveva diritto al voto, secondo l’Autorità elettorale nazionale indipendente.
Una bassa affluenza auspicata dal movimento Hirak, che aveva chiesto il boicottaggio.
I risultati definitivi si avranno tra un paio di giorni.
Ma c’è già chi rivendica la vittoria come il principale partito islamista, il Movimento della società per la pace (Msp). «Il Msp afferma di essere primo nella maggioranza delle wilaya (prefetture) e all’estero», secondo una dichiarazione di questo partito, considerato conservatore e moderato.
La situazione è di grande tensione nel paese. Le autorità hanno deciso di ritirare l’accreditamento all’emittente francese France 24 a causa della sua «manifesta e ripetuta ostilità».

Rwanda: nominato un nuovo ambasciatore di Francia a Kigali

Continua la marcia di riavvicinamento tra Francia e Rwanda, dopo che con una serie di dossier i due paesi sono arrivati a stabilire che Parigi ha avuto delle responsabilità negli accadimenti che hanno condotto al genocidio del 1994 che ha fatto almeno 500mila morti, in gran parte di etnia tutsi.
Il governo francese ha nominato Antoine Anfré quale ambasciatore di Francia in Rwanda e il governo di Kigali ha approvato la nomina.
Era dal 2015 che l’ambasciata francese nel paese dei Grandi Laghi era priva del responsabile a causa delle crescenti tensioni tra i due paesi.
Anfré, già ambasciatore in Niger nel 2014-2015, è più volte citato nel dossier Duclert, voluto dal presidente Macron, elaborato da una commissione di storici francesi e pubblicato lo scorso 6 aprile.

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