Militari ciadiani

Oggi parliamo degli scontri in Ciad tra esercito e ribelli, dell’ammissione dell’Eritrea di un coinvolgimento militare in Etiopia e dell’arrivo in Italia di quasi 190 braccianti agricoli marocchini.

Ciad: scontri tra esercito e ribelli a 300 km dalla capitale, centinaia le vittime

Secondo fonti dell’esercito del Ciad, sabato scorso c’è stato uno scontro nella provincia di Kanen, nel nord, a oltre 300 km dalla capitale N’Djamena, tra i militari e i ribelli del Fronte per l’alternanza e la concordia in Ciad. Ci sarebbero stati almeno 250 morti e 150 ribelli fatti prigionieri. Quel che è rimasto delle truppe del movimento armato, che avrebbe le sue basi nel sud della Libia, si sarebbe diretto a ovest, facendo perdere le tracce.

Intanto, nella capitale, alcuni partiti di opposizione e organizzazioni della società civile hanno emanato un appello per il cessate il fuoco e chiesto al presidente Idriss Déby – uomo forte del Sahel, al potere da 30 anni e rieletto l’11 aprile per l’ennesimo mandato – di aprire un dialogo nazionale inclusivo.

Etiopia: l’Eritrea ammette per la prima volta il suo coinvolgimento militare nel Tigray

L’Eritrea ha riconosciuto per la prima volta che le sue forze armate stanno prendendo parte alla guerra nella regione etiopica del Tigray e ha promesso di ritirarle, di fronte alle crescenti pressioni internazionali. L’esplicita ammissione del ruolo dell’Eritrea nel conflitto etiopico è contenuta in una lettera, pubblicata online venerdì scorso dal ministro dell’Informazione eritreo, scritta dal suo ambasciatore presso le Nazioni Unite e indirizzata al Consiglio di sicurezza. Il mese scorso il primo ministro etiopico Abiy Ahmed, aveva per la prima volta ammesso la presenza di truppe eritree nel Tigray, dopo che per mesi entrambi i paesi avevano negato il coinvolgimento di Asmara.

Italia: in arrivo dal Marocco 189 braccianti agricoli specializzati 

Atterreranno oggi, all’aeroporto D’Abruzzo, a Pescara, 189 braccianti specializzati, provenienti dal Marocco. Operai di cui si temeva l’assenza nei campi del nord e sud Italia. Dopo l’allarme lanciato dalla Coldiretti il mese scorso e il via libera del ministero degli Esteri, l’Ambasciata italiana a Rabat si è accordata per l’arrivo dei migranti stagionali, con un apposito volo privato.

Gli operai agricoli marocchini rappresentano in Italia la comunità stagionale più numerosa dopo quella rumena. Sono loro che assicurano la raccolta delle principali produzioni agroalimentari Made in Italy. Da Mantova a Piacenza, da Pescara a Verona, da Rovigo all’Aquila, i 189 verranno smistati in cinque pullman che li porteranno a destinazione.

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