Il blogger egiziano Shadi Abu Zeid tra due agenti di sicurezza nel gennaio 2019, quando gli fu concesso di presenziare al funerale del padre (Credit: Saad Abedine by Twitter)

Oggi parliamo della scarcerazione del blogger egiziano Shadi Abu Zeid, del sistema finanziario di al-Shabaab in Somalia e delle proteste contro la brutalità della polizia in Nigeria.

Egitto: scarcerato dopo 2 anni e mezzo il blogger Shadi Abu Zeid

È tornato in libertà dopo 2 anni e mezzo di detenzione Shadi Abu Zeid, blogger egiziano di 27 anni, arrestato nel maggio del 2018 con le accuse di diffusione di notizie false e appartenenza ad un gruppo terroristico. In realtà aveva pubblicato post satirici e interviste che toccavano temi delicati nella tradizionale società egiziana: dalla religione alle molestie sessuali, ai rapporti familiari.

Abu Zeid rimane sotto sorveglianza e ogni settimana dovrà presentarsi in una stazione di polizia. Negli ultimi anni sono centinaia i blogger finiti in manette con le stesse imputazioni, e in particolare per il presunto sostegno ai Fratelli Musulmani. Iniziative che secondo le organizzazioni per i diritti umani rientrano in un’azione repressiva del presidente al-Sisi dopo il colpo di Stato del 2013.

Somalia: milioni di dollari trasferiti da al-Shabaab con il sistema bancario nazionale

Il gruppo terroristico al-Shabaab ha trovato il modo di estorcere, spostare e investire denaro utilizzando il sistema bancario nazionale. A denunciarlo è il rapporto del Gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite sulla Somalia, di cui il New York Times ha dato un’anticipazione.

Il rapporto afferma che, nonostante le sanzioni, tra dicembre 2019 e lo scorso agosto al-Shabaab ha raccolto circa 13 milioni di dollari, trasferiti attraverso il sistema bancario somalo e investiti in immobili in tutte le regioni di Juba Meridionale e Centrale. Il denaro include 2,4 milioni raccolti dai checkpoint, e 5,8 milioni prelevati da imprese e dalla città portuale di Kismayo. In questo contesto la Somalia si appresta a tenere elezioni parlamentari il prossimo febbraio.

Nigeria: proseguono in tutto il paese le proteste contro la polizia

Continuano le mobilitazioni che denunciano gli abusi e i crimini sui civili da parte della polizia nazionale. Nonostante lo smantellamento della brigata SARS da parte del governo, le proteste dilagano nel paese, alimentate anche da una raccolta fondi online che in pochi giorni ha permesso di raccogliere oltre 200mila dollari per l’organizzazione di 154 manifestazioni su tutto il territorio nazionale.

All’insegna del motto #EndSars nella capitale Lagos da oltre una settimana i giovani bloccano la stazione di pedaggio della principale arteria stradale di ingresso alla città e venerdì scorso hanno organizzato una veglia in memoria delle vittime delle proteste. Lo stesso giorno ad Abuja, altri manifestanti bloccavano la pista dell’aeroporto.