Il presidente della Tanzania John Magufuli al voto del 28 ottobre

Oggi parliamo delle tensioni in Tanzania dopo la vittoria del presidente e del suo partito alle elezioni del 28 ottobre, dell’affluenza ai minimi storici per il referendum costituzionale in Algeria e dell’impossibilità di votare nel 18% del territorio del Burkina Faso.  

Tanzania: secondo mandato per il presidente Magufuli, arrestati i leader dell’opposizione

La polizia ha arrestato ieri sera Freeman Mbowe, leader del principale partito di opposizione, Chadema, ed altri alti esponenti del partito, accusati di aver pianificato proteste violente. Sabato Chadema e un altro partito di opposizione, ACT-Wazalendo, avevano chiesto la ripetizione delle elezioni, denunciando diffuse irregolarità e indicendo manifestazioni per oggi contro l’esito del voto presidenziale di mercoledì scorso, che ha confermato per un secondo mandato John Magufuli con l’84% dei consensi contro il 13% del suo principale avversario, Tundu Lissu.

Il partito di Magufuli, Chama Cha Mapinduzi, ha anche ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento. Venerdì gli Stati Uniti avevano denunciato “interferenze sistematiche nel processo democratico” ma gli osservatori della Comunità dell’Africa orientale hanno affermato che le elezioni sono state “condotte in modo regolare”. L’affluenza è stata di circa il 50%, con 14,8 milioni di persone che hanno votato su 29 milioni di aventi diritto.

Algeria: affluenza ai minimi storici al referendum costituzionale

E’ stato un flop il referendum sulla nuova Costituzione algerina. Ieri il tasso di affluenza è stato del 23,7%, un minimo storico mai registrato per uno scrutinio di questa importanza. Lo scorso dicembre, per le elezioni presidenziali, il tasso di partecipazione, appena sotto il 40%, era già stato storicamente basso.

Pur se sarà scontata la vittoria del “sì”, questa astensione record costituisce una battuta d’arresto umiliante per il presidente Abdemadjid Tebboune che aveva fatto della riforma costituzionale uno dei progetti faro del suo mandato, con cui sperava di spegnere le rivendicazioni del movimento di protesta popolare Hirak. Al momento, il presidente algerino è ricoverato in ospedale in Germania dopo l’annuncio di casi sospetti di Covid-19 nel suo entourage.

Burkina Faso: quasi il 18% del territorio non potrà votare per l’insicurezza

Il Consiglio costituzionale ha annullato il processo elettorale in 1.645 seggi o villaggi che rappresentano il 17,70% del territorio. Il motivo è il terrorismo. Infatti, in quelle aree colpite dai jihadisti c’è l’assenza dell’amministrazione pubblica, con l’abbandono anche di ampie fette di popolazione dai loro luoghi di residenza.

Il Consiglio ha poi ricordato come sia impossibile accedere ad alcuni comuni in quanto le strade sono state minate con ordigni esplosivi. Il parlamento burkinabè ha così approvato una legge per convalidare i risultati delle elezioni del 22 novembre pur in assenza del voto delle località non coperte a causa dell’insicurezza. È dal 2015 che il paese è oggetto di attacchi terroristici che hanno causato molte vittime e migliaia di sfollati.