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Oggi parliamo dell’avvio di un protocollo Oms per testare l’efficacia dei rimedi naturali contro il Covid-19, delle trattative del Sudan per la rimozione dalla lista Usa degli sponsor del terrorismo e delle dichiarazioni del presidente della Guinea-Bissau nei confronti del suo omologo ivoriano e guineano.

Oms: al via un protocollo per testare l’efficacia dei rimedi naturali contro il Covid-19

Di fronte ai numerosi rimedi tradizionali che sono apparsi in Africa per trattare il Covid-19, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro di prevenzione e controllo delle malattie dell’Unione africana hanno avviato un protocollo per testare l’efficacia di questi prodotti derivati da erbe medicinali.

L’Oms ha dichiarato che «se un prodotto della medicina tradizionale si rivelerà sicuro, efficace e di qualità, se ne raccomanderà la produzione locale, rapida e su larga scala». Nei mesi scorsi, il Madagascar aveva promosso una bevanda a base di artemisia, che ha una certa efficacia contro la malaria, e altre medicine a base di erbe sono state utilizzate in Costa d’Avorio, Camerun, Gabon e Repubblica democratica del Congo.

Sudan: trattative in corso con gli Usa per la rimozione dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo

Lo scorso fine settimana il Sudan ha inviato negli Emirati Arabi Uniti una delegazione di alto livello, guidata dal presidente del Consiglio sovrano, generale Abdel Fattah al-Burhan, per negoziare con funzionari americani la rimozione dalla lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo. La cancellazione dalla black list americana è considerata un passo fondamentale per permettere al paese una vitale ripresa economica.

Sui negoziati pesa però il risarcimento, per oltre 300 milioni di dollari, chiesto da Washington per le famiglie delle vittime degli attacchi terroristici contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania, 22 anni fa. Gli Stati Uniti stanno anche cercando di convincere Khartoum a normalizzare le sue relazioni con Israele. Gli Stati Uniti hanno aggiunto il Sudan alla lista nel 1993 a causa del suo sostegno a militanti di al-Qaeda, tra cui Osama Bin Laden che ha vissuto nel paese per cinque anni.

Guinea-Bissau: dure accuse del presidente ai suoi omologhi in Guinea e Costa d’Avorio

Il presidente della Guinea-Bissau, Umaro Sissoco Embaló ha lanciato un’accusa forte e diretta, sostenendo che «Anche i terzi mandati presidenziali sono colpi di stato». Embaló ha quindi invitato i dirigenti della Comunità economica dell’Africa occidentale (Cedeao) a trattare i suoi omologhi della Guinea (Alpha Condé) e della Costa d’Avorio (Alassane Ouattara) alla stessa stregua dei golpisti in Mali.

Una dichiarazione ribadita nei giorni scorsi dopo che l’aveva pronunciata per la prima volta durante la videoconferenza della Cedeao il 20 agosto. Eletto il 27 febbraio alla guida della Guinea-Bissau, Umaro Mokhtar Sissoco Embaló, se la prende in particolare con Ouattara che sta facendo pressioni sulla Cedeao affinché faccia tornare i civili in Mali.