Il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok

Oggi parliamo del contestato reintegro del premier Hamdok dopo il golpe militare in Sudan, dell’uccisione di un importante giornalista in Somalia e di centinaia di milioni di dollari sottratti allo Stato dall’ex presidente della Rd Congo. 

Sudan: reintegrato il premier Hamdok tra le proteste della società civile

In Sudan l’esercito ha reintegrato il primo ministro Abdalla Hamdok, agli arresti domiciliari dopo il colpo di Stato del 25 ottobre. In base a un accordo firmato con il leader militare, generale Abdel Fattah al-Burhan, Hamdok – nominato per la prima volta dopo il rovesciamento del dittatore Omar El-Bashir nel 2019, in seguito a mesi di proteste popolari -, guiderà un governo civile di tecnocrati per un periodo di transizione non ancora definito. L’accordo incontra l’opposizione dei gruppi pro-democrazia, le Forze per la libertà e il cambiamento (Ffc), che affermano di non riconoscere alcun accordo con i militari e  accusano Hamdok di “tradimento” e di fornire una copertura politica al colpo di Stato. Nuove proteste sono state represse con la forza ieri. Un manifestante di 16 anni a Omdurman è morto per una ferita da proiettile. Ѐ la vittima numero 41 in meno di un mese.

Somalia: al-Shabaab rivendica l’uccisione del direttore di Radio Mogadiscio

In Somalia il gruppo terrorista al-Shabaab ha rivendicato l’uccisione di un importante giornalista, direttore di Radio Mogadiscio, critico nei confronti del movimento jihadista somalo, ucciso sabato in un attentato suicida nella capitale, Mogadiscio. Abdiaziz Mohamud Guled, noto anche come Abdiaziz Afrika, è stato preso di mira mentre usciva da un ristorante della capitale da un uomo che si è avvicinato alla sua auto facendosi esplodere. Altre due persone sono rimaste ferite. Abdiaziz era noto per le sue interviste con affiliati ad al-Shabaab detenuti dalle forze di sicurezza somale, seguite da un vasto pubblico dentro e fuori il paese. La Somalia si conferma come il peggior paese al mondo per chi opera nel settore dell’informazione.

Rd Congo: 138 milioni di dollari sottratti allo Stato dall’ex presidente Kabila

Nell’ultimo quinquennio di presidenza, tra il 2013 e il 2018, l’ex presidente della Repubblica democratica del Congo Joseph Kabila e la sua famiglia, avrebbero prelevato dalle casse dello Stato di 138 milioni di dollari. Lo afferma un’inchiesta condotta da 19 media internazionali e 5 ong. Secondo l’inchiesta, che ha potuto mettere le mani su 3,5 milioni di documenti bancari riservati, l’ex presidente aveva istituito una sorta di “tassa” che doveva essere versata – con l’appoggio di un gruppo bancario con sede centrale in Gabon: BgfiBank – da istituzioni e imprese pubbliche per poter svolgere una qualsiasi attività. Vi sarebbero implicate la società dei trasporti e dei porti, i fondi per la manutenzione delle strade e la società mineraria Gecamines.

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