Il vescovo Rumbek, mons. Christian Carlassare

Oggi parliamo dell’assalto armato contro il nuovo vescovo di Rumbek in Sud Sudan, della crescita della spesa militare globale nel 2020 e dello sviluppo della produzione di cacao equo in Costa d’Avorio.

Sud Sudan: ferito in un attacco di uomini armati il nuovo vescovo di Rumbek

Il nuovo vescovo della diocesi di Rumbek, in Sud Sudan, il missionario comboniano Christian Carlassare, è stato ferito ieri sera da uomini armati che hanno fatto irruzione nella sua stanza intorno all’una di notte, sparandogli alle gambe. Monsignor Carlassare, 43 anni, non è in pericolo di vita. Al momento è ricoverato in una struttura sanitaria di Medici con l’Africa Cuamm e sarà poi trasferito a Nairobi.

La dinamica dell’assalto mirato non lascia dubbi sul fatto che si sia trattato di un’intimidazione. Monsignor Carlassare era arrivato il 16 aprile a Rumbek, diocesi a maggioranza dinka, una delle etnie più numerose nel paese. Papa Francesco l’aveva nominato vescovo l’8 marzo, facendolo diventare il patriarca italiano più giovane del mondo.

Rapporto Sipri: cresciuta del 2,6% nel 2020 la spesa militare globale

La spesa militare globale totale è salita a 1.981 miliardi di dollari l’anno scorso, con un aumento del 2,6% in termini reali rispetto al 2019, secondo i nuovi dati pubblicati ieri dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri). I primi 5 paesi in classifica, che insieme rappresentano il 62% della spesa militare globale, sono Stati Uniti, Cina, India, Russia e Regno Unito.

La spesa militare della Cina è cresciuta per il 26° anno consecutivo. L’Italia si trova all’11° posto con 28,9 miliardi di euro e un tasso di crescita del 7,5% rispetto al 2019. La spesa militare in Africa è stata stimata in 43,2 miliardi di dollari nel 2020, il 5,1% in più rispetto al 2019 e l’11% in più rispetto al 2011. La parte del leone la fa il Nordafrica con 24,7 miliardi di dollari.

Costa d’Avorio: 250mila tonnellate di cacao prodotte per il commercio equo nel 2020 

La Costa d’Avorio è il primo produttore di cacao al mondo con 1 milione e 700mila tonnellate nel 2020. E circa 250mila tonnellate sono prodotte dal circuito del commercio equo, al quale sono associati 300mila piccoli produttori ivoriani: lo ha reso noto l’organismo di certificazione FairTrade.

Per ottenere la certificazione, la produzione deve rispettare alcune norme ambientali (ad esempio, non concorrere alla deforestazione), assicurare agli agricoltori un ricavo dignitoso e non servirsi di lavoro minorile. L’Unione europea è il primo importatore di cacao dai paesi dell’Africa occidentale e, secondo FrairTrade, ci sono buone possibilità che nel 2021 ci sia un incremento della quota di cacao equo, considerata la domanda crescente dei consumatori europei.

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