Oggi parliamo delle proteste in Tunisia contro la presa del potere del presidente, della morte dell’artefice del genocidio in Rwanda e del fallimento dell’operazione del governo angolano contro le miniere illegali di diamanti.

Tunisia: migliaia in piazza a Tunisi contro la presa del potere del presidente

Diverse migliaia di manifestanti si sono radunati ieri nella capitale tunisina per protestare contro la presa del potere del presidente Kais Saied, invitandolo a dimettersi. Saied la scorsa settimana ha sospeso la Costituzione conferendosi il potere di governare per decreto, due mesi dopo aver licenziato il primo ministro, sospeso il parlamento e assunto l’autorità esecutiva. Misure che mettono in un angolo soprattutto i partiti di matrice islamica come Ennhada. Sabato 113 funzionari di Ennahda, inclusi legislatori ed ex ministri, hanno annunciato le loro dimissioni per protestare contro le scelte della leadership del movimento nell’affrontare la crisi politica.

Rwanda: morto in Mali Theoneste Bagosora, considerato l’artefice del genocidio

Theoneste Bagosora, ex colonnello dell’esercito rwandese considerato l’artefice del genocidio del 1994 in cui furono uccisi oltre 800mila tutsi e hutu moderati, è morto sabato in un ospedale del Mali. Stava scontando una condanna a 35 anni dopo essere stato riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità dall’allora Tribunale penale internazionale per il Rwanda. Bagosora, 80 anni, era ritenuto responsabile della morte di 10 caschi blu belgi e del primo ministro rwandese e capo della Corte costituzionale. È stato anche ritenuto responsabile di omicidi organizzati di tutsi in numerose zone nella capitale Kigali e a Gisenyi, nell’ovest del paese. Dopo il genocidio, fuggì in esilio in Camerun dove fu arrestato nel 1996.  

Angola: attivisti denunciano il flop dell’operazione governativa contro le miniere illegali di diamanti

Tre anni dopo il lancio dell’Operazione Transparenza, gli stranieri stanno nuovamente rilevando il business illecito dei diamanti in Angola. Ѐ la denuncia di attivisti e politici intervistati da DW Africa, che ha seguito da vicino l’espulsione di oltre mezzo milione di clandestini dal territorio di Lunda Norte a partire dal 25 settembre 2019. Secondo i testimoni, l’operazione del governo avrebbe arricchito l’élite locale e impoverito ulteriormente la popolazione. Per il deputato di Lunda Norte Domingos Oliveira, l’Operazione Trasparenza è stata un’”azione cosmetica” dell’esecutivo guidato da João Lourenço. Il legislatore ritiene che i trafficanti di diamanti continuino ad essere “sponsorizzati” da figure influenti del potere politico.

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