Oggi parliamo delle elezioni presidenziali e legislative svoltesi ieri in Repubblica Centrafricana e in Niger e degli scontri che hanno caratterizzato ieri la campagna elettorale di Bobi Wine in Uganda

Al voto in Repubblica Centrafricana nonostante gli scontri

 Le elezioni nella Repubblica Centrafricana si sono svolte ieri, tra
mille difficoltà, nonostante le incursioni armate di questi giorni da
parte dei vari gruppi ribelli che controllano i due terzi del paese.
Nella capitale Bangui lo scrutinio si è svolto nella calma mentre
nelle campagne 800 seggi su 5,400 (15%) non hanno potuto neanche
aprire per uno stato di vera a propria psicosi di fronte agli attacchi
dei ribelli.

La Corte costituzionale aveva respinto la settimana
scorsa ben otto ricorsi che chiedevano un rinvio delle elezioni. Nei
giorni scorsi ha fatto discutere la posizione dell’ex presidente
Francois Bozize che, escluso dalla corsa elettorale, aveva per la
prima volta manifestato il suo appoggio ai gruppi ribelli e chiesto
alla popolazione di boicottare le urne.

Nella calma le presidenziali in Niger

In Niger ieri il voto si è svolto nella calma in tutto il paese dove
con fierezza la popolazione si è recata alle urne. Gli attacchi dei
gruppi jihadisti delle ultime settimane non hanno pertanto impedito al
paese di vivere questo momento importante di transizione. 30 candidati
si contendono infatti la presidenza dopo che l’attuale capo dello
Stato Mahammadou Issoufou, al potere dal 2011, ha deciso di non
cambiare la Costituzione e di non ripresentarsi per un terzo mandato.

Il grande favorito è comunque il suo delfino Mohamed Bazoum che,
nonostante le critiche della popolazione in quanto non sarebbe di
origine nigerina, è l’uomo di fiducia della Francia e dell’Ue in
quanto alla gestione dei migranti e della sicurezza

Si accende la campagna elettorale in Uganda

Ancora scontri e tensioni in Uganda attorno alla campagna elettorale
martoriata del principale candidato dell’opposizione e musicista Bobi
Wine. In vista delle prossime elezioni presidenziali del 14 gennaio
Bobi Wine si è recato ieri nella località di Makassa per un meeting.

Le forze dell’ordine sono intervenute con gas lacrimogeni e con spari
che hanno ferito tre giornalisti e colpito a morte un agente della
sicurezza del candidato presidente. Il giovane Wine, 37 anni, leader
dei giovani e icona del cambiamento si oppone al presidente Yoweri
Museveni al potere dal 1986. Diversi scontri legati alla campagna
elettorale di Bobi Wine avevano provocato nel novembre scorso oltre
cinquanta morti e diversi arresti e feriti.