Oggi parliamo del Forum economico italo-libico che si tiene a Roma, della situazione in Mali una settimana dopo il colpo di stato del colonnello Assimi Goïta e delle operazioni dell’esercito senegalese nella provincia di Casamance.

 

 

Roma, Forum economico italo-libico: alla Farnesina una delegazione del governo libico incontra imprese italiane tra cui Fincantieri, Leonardo ed Eni

Si sta svolgendo in queste ore a Roma la visita della delegazione del governo libico guidata dal premiere Dbeibah. Il cuore degli incontri è la partecipazione al Forum economico italo-libico organizzato alla Farnesina insieme al ministro degli esteri Di Maio e a cui prende parte una rappresentanza di imprese italiane, tra cui Snam, Saipem, Terna, Ansaldo Energia, Fincantieri, Leonardo ed Eni. Dopo il forum sono previsti i colloqui tra il premier libico e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. La delegazione libica partirà poi stasera per Parigi. Francia e Italia, per ragioni diverse, sono i due paesi che cercano di recuperare un rapporto con Tripoli, perso in questi anni di conflitto a favore di Turchia e Russia.

 

Mali: il paese è sospeso dalla Comunità economica dell’Africa dell’ovest e Macron richiama il colonnello golpista

La Comunità economica dell’Africa dell’ovest ha sospeso il Mali dall’organizzazione. La decisione arriva una settimana dopo che il colonnello Assimi Goïta ha arrestato il presidente e il primo ministro della transizione che avrebbe dovuto portare il paese al voto la prossima primavera. Si tratta del secondo colpo di mano militare dopo quello del 18 agosto 2020 che aveva deposto il presidente Boubacar Keita. Sulla situazione in Mali è intervento anche il presidente francese Macron che ha minacciato di ritirare dal Sahel i 5.100 uomini dell’operazione Barkhane che dal 2012 affiancano i paesi del Sahel nella lotta al jihadismo. «Il colpo di stato è inaccettabile» ha affermato Macron che ha chiesto un rapido ripristino della legalità costituzionale.

 

Senegal: operazioni dell’esercito in Casamance, la provincia del movimento indipendentista

È tornato ad alzare la testa il conflitto a bassa intensità che dal 1982 contrappone lo stato senegalese alla Casamance, provincia del sud del paese teatro di una lotta indipendentista che fa capo al Movimento delle forze democratiche di Casamance (Mfdc). Il portavoce dell’esercito ha reso noto che da ieri sono in corso in Casamance delle operazioni militari, compresi bombardamenti, che hanno lo scopo di smantellare le postazioni di uno dei capi ribelli: César Atoute Badiate. Secondo l’esercito di Dakar queste azioni hanno anche lo scopo di far rientrare nelle loro case numerosi sfollati e di mettere fine a traffici di legno pregiato e di cannabis. Il presidente Macky Sall ha tentato negli ultimi anni di rilanciare una trattativa, ma non è riuscito ad approdare a un accordo definitivo anche per le divisioni all’interno dell’Mfdc.