(Credit: oikoumene.org)

Oggi parliamo della firma degli accordi di pace tra il governo del Sudan e la principale alleanza ribelle, della nomina di un nuovo ministro degli interni in Libia e di proteste alle Mauritius dopo la morte di decine di delfini vicino al relitto della petroliera giapponese MV Wakashio.

Sudan: oggi la firma della pace tra governo e Fronte rivoluzionario del Sudan

La principale alleanza ribelle del Sudan, il Fronte rivoluzionario del Sudan (Srf), ha siglato sabato un accordo di pace con il governo che dovrebbe porre fine a 17 anni di conflitto nella regione occidentale del Darfur e negli stati meridionali del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro. La cerimonia formale della firma è prevista per oggi a Juba, la capitale del vicino Sud Sudan, che ha ospitato i negoziati dalla fine del 2019.

Da diversi giorni, tuttavia, la violenza è in aumento nella regione del Darfur dove restano attivi due gruppi armati che hanno rifiutato le trattative di pace: una fazione del Movimento di liberazione del Sudan guidata da Abdel Wahid al-Nur e un’ala del Movimento di liberazione del popolo sudanese-Nord (Splm-N), guidata da Abdelaziz al-Hilu. Secondo le Nazioni Unite, la scorsa settimana più di 80 persone sono state uccise in attacchi ad alcuni villaggi nel Darfur occidentale e meridionale.

Libia: al Sarraj nomina un nuovo ministro dell’interno e capo dell’esercito

Il Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli, guidato da Fayez Al-Sarraj, ha nominato un nuovo ministro dell’interno e un nuovo capo dell’esercito dopo aver sospeso Fathi Bashagha dalla guida del ministero il 28 agosto, con l’avvio di indagini sulla sua gestione delle proteste in corso nella capitale libica. All’annuncio della sospensione dall’incarico, Bashagha, in carica dall’ottobre 2018 e capo delle milizie di Misurata, si trovava in Turchia.

La rimozione di Bashagha era giunta dopo quasi una settimana di proteste popolari nelle strade di Tripoli contro le cattive condizioni di vita e la corruzione. Secondo Arab Weekly, Sarraj avrebbe temuto un possibile sabotaggio di Bashagha, il quale, forte del supporto delle milizie di Misurata e dell’intelligence turca, avrebbe potuto compiere un colpo di stato.

Mauritius: strage di delfini, manifestazioni di protesta nella capitale

Migliaia di manifestanti hanno gremito sabato la piazza della cattedrale di St. Louis, nella capitale delle Mauritius, Port Louis, per chiedere un’indagine sulla fuoriuscita di petrolio da una nave giapponese e sulla misteriosa morte di almeno 40 delfini, trovati vicino al luogo del disastro.

Gli ambientalisti chiedono un’inchiesta indipendente per verificare se i delfini siano morti a causa dell’inquinamento prodotto quando la nave MV Wakashio ha colpito la barriera corallina il mese scorso, spezzandosi in due e riversando in mare 1.000 tonnellate di combustibile. Ieri, dopo l’Angelus, anche Papa Francesco ha rivolto un pensiero al disastro ambientale delle Mauritius, ricordando le diverse iniziative organizzate nel mondo per il Giubileo della Terra.