Elezioni in Niger (Credit: newspage.us)

Oggi parliamo del ballottaggio presidenziale in un clima di insicurezza in Niger, della conferma di operazioni militari del Rwanda nella Rd Congo e dell’export di armi tedesche in Egitto e in paesi in conflitto.

Niger al ballottaggio presidenziale in un clima di violenze e insicurezza

Sarà il ballottaggio di febbraio a determinare chi sarà il nuovo presidente del Niger. Nel voto del 27 dicembre scorso infatti nessuno dei 29 candidati ha ottenuto più del 50% dei consensi. Si sfideranno Mohamed Bazoum, ex premier e braccio destro del presidente uscente Mohamadou Issoufou, che ha avuto il 39,33% dei voti, e l’ex presidente Mahamane Ousmane, espresso dall’opposizione, che ha raccolto il 16,9% delle preferenze. Hanno votato 4 milioni di nigerini sui 7,6 milioni di aventi diritto.

Intanto l’instabilità continua ad essere la cifra del paese saheliano. Un attacco jihadista, sabato scorso, a due villaggi nella prefettura di Ouallam, area di confine con il Mali, ha provocato un centinaio di morti e costretto centinaia di persone ad abbandonare le loro case.

Rd Congo: l’Onu conferma operazioni militari di Rwanda in Nord Kivu

Ennesima conferma che l’esercito del Rwanda compie azioni militari nel nordest della Repubblica democratica del Congo. Lo afferma un rapporto delle Nazioni Unite che ha monitorato, lungo tutto il 2020, le violazioni dell’embargo sulle armi. Queste azioni, che avrebbero lo scopo di combattere gruppi ribelli di etnia hutu attivi nel Nord Kivu, sono state intercettate dagli esperti Onu nei mesi di maggio e di ottobre.

Risulta essere coinvolto il colonnello dell’esercito congolese Claude Rusimbi e decine di militari dell’esercito rwandese. La Rd Congo non è sotto embargo sulle armi ma deve notificare all’Onu ogni sostegno in armi e truppe che riceve dall’estero. E questo non è stato fatto. Quanto al Rwanda, ha negato in un documento scritto la presenza di sue truppe in territorio congolese.

Germania: è stato di 752 milioni di euro l’export di armi in Egitto nel 2020 

Il governo federale tedesco ha approvato esportazioni di armi per oltre un miliardo di euro nel 2020 verso diversi paesi coinvolti nei conflitti in Yemen e soprattutto in Libia. È quanto si legge in una risposta ufficiale del ministero dell’Economia al rappresentante dei Verdi al Bundestag, Omid Nouripour.

Solo verso l’Egitto, sino al 17 dicembre, sono state consentite esportazioni di armi e attrezzature militari per 752 milioni di euro. Importi rilevanti sono stati consentiti anche per gli armamenti consegnati in Qatar (305,1 milioni di euro), Emirati Arabi Uniti (51,3 milioni di euro) e Kuwait (23,4 milioni di euro). In Italia, la famiglia Regeni ha annunciato di voler denunciare il governo per la violazione della legge 185 del 1990, proprio per la vendita di armamenti all’Egitto.