Oggi parliamo della crisi alimentare in Niger e Angola, della crisi diplomatica tra Algeria e Francia e dei presidenti africani coinvolti nell’inchiesta giornalistica sulle frodi fiscali Pandora Papers.

Niger e Angola: si aggrava la crisi alimentare

In Niger, circa 600mila persone che vivono nella regione occidentale di Tillabéri sono in una situazione di insicurezza alimentare. Lo dice l’Ufficio Onu di coordinamento degli affari umanitari. Si tratta di popolazioni rurali che a causa dell’insicurezza e dello stato d’emergenza, decretato per arginare i gruppi armati jihadisti, non sono stati in grado di coltivare i campi e di ottenere alimenti di base come sorgo, mais e fagioli. Nelle province meridionali dell’Angola – in particolare Cunene, Huila e Namibe – è invece la siccità a causare la crisi alimentare. Lo ha denunciato a Rádio Ecclésia il sociologo e sacerdote angolano Pio Wacussanga.

Algeria: imposto il divieto di sorvolo per gli aerei militari francesi

Rapporti sempre più burrascosi tra Algeria e Francia. Dopo il ritiro dell’ambasciatore a Parigi, ieri il governo di Algeri ha vietato il sorvolo del suo territorio agli aerei militari francesi. Divieto strategico, perché quello spazio aereo è necessario per raggiungere la striscia sahelo-sahariana dove sono schierate le truppe dell’operazione anti-jihadista Barkhane. La crisi nasce dopo che il 30 settembre, ricevendo i discendenti e i reduci dei combattenti della guerra d’Algeria, il presidente francese Macron ha chiesto di parlare «liberamente» del conflitto e di lenire la «ferita della memoria». Il titolare dell’Eliseo ha riservato parole molte dure nei confronti della classe dirigente algerina, accusandola di vivere di «rendita commemorativa».

Inchiesta Pandora Papers rivela frodi fiscali dei presidenti di Kenya, Congo e Gabon 

Tra i 35 leder mondiali dei quali l’inchiesta denominata Pandora Papers ha rivelato ingenti frodi fiscali, c’è anche il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta, la cui famiglia ha dominato la politica del paese sin dall’indipendenza. L’inchiesta pubblicata ieri dal Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (International Consortium of Investigative Journalists – Icij) rivela che Kenyatta e sua madre sono beneficiari di una fondazione segreta a Panama e che altri sei membri della famiglia possiedono 13 società offshore.
Non esiste una stima del patrimonio della famiglia Kenyatta, ma i suoi vasti interessi commerciali abbracciano trasporti, assicurazioni, hotel, agricoltura, proprietà terriere e industria dei media in Kenya. Altri leader africani coinvolti nell’inchiesta sono il presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, quello del Gabon, Ali Bongo Ondimba e il primo ministro della Costa d’Avorio Patrick Achi.

 

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