Bambino lavoratore in Zimbabwe (Credit: sheisafrica.eu)

Oggi parliamo del traffico di minori in aumento in Angola e Mozambico, degli ultimi sviluppi del conflitto nella regione etiopica del Tigray e delle proteste contro la deriva securitaria in Burkina Faso.

Gli Usa denunciano aumento del traffico di minori in Angola e Mozambico

Secondo il rapporto del dipartimento di Stato americano sul traffico di esseri umani, bambini angolani sono sfruttati dentro e fuori il Paese, mentre il Mozambico non soddisfa gli standard minimi per sradicare il traffico di esseri umani.
I trafficanti sfruttano il lavoro minorile a partire dai 12 anni in edilizia, agricoltura, nella pesca e nei settori minerari, ma soprattutto nelle attività criminali, perché i bambini non possono essere incarcerati.
Spesso il lavoro forzato si verifica con la complicità delle famiglie.
Le ragazze sono invece sfruttate sessualmente.
I trafficanti transnazionali approfittano dei numerosi passaggi di frontiera informali per portare via i minori, una parte dei quali raggiunge anche l’Europa.
In generale, il rapporto allerta per il crescente numero di casi di lavoro minorile e per l’aumento di minori trafficati dentro e fuori le nazioni africane.

Etiopia: dal Tigray il Tplf detta le condizioni per un cessate il fuoco

Il portavoce dei ribelli della regione settentrionale del Tigray, il Fronte di liberazione del popolo del Tigray, Getachew Reda, ha chiesto ieri il completo ritiro delle truppe di Addis Abeba e degli alleati amhara ed eritrei, prima di poter avviare qualsiasi colloquio con il governo federale per un cessate il fuoco, deciso unilateralmente lo scorso lunedì dal governo.
Il Tplf ha chiesto inoltre l’accesso illimitato agli aiuti nella regione, nonché la piena fornitura di servizi essenziali come elettricità, telecomunicazioni, banche, sanità e istruzione.
Nella dichiarazione si chiede inoltre alle Nazioni Unite l’istituzione di un organismo indipendente per indagare sui crimini di guerra compiuti in nove mesi di conflitto e l’immediato rilascio di tutti i leader politici di etnia tigrina, detenuti nelle carceri di tutto il Paese.

Burkina Faso: manifestazioni in tutto il Paese contro la deriva securitaria

Ingenti manifestazioni si svolte in 44 delle 45 province del Burkina Faso lo scorso fine settimana, trainate dai partiti d’opposizione.
Nel mirino dei manifestanti l’ondata di attacchi jihadisti contro i civili, soprattutto nel nord del Paese.
Il portavoce delle opposizioni ha chiesto al governo, accusato di inefficienza nella lotta al terrorismo, nuovi mezzi militari da affidare all’esercito e alle forze dell’ordine per contrastare i gruppi armati.
Oggi, il cartello delle opposizioni si riunisce in un vertice per decidere il proseguo delle iniziative e le modalità del dialogo politico con il governo, dopo la mano tesa del presidente Marc Kaboré.

 

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