Oggi parliamo delle elezioni di oggi e domani in Ghana e Liberia, e della crisi di governo aperta dal presidente Tshisekedi nella Repubblica democratica del Congo.

Ghana: oggi al voto per eleggere presidente e parlamento

17 milioni di ghaneani sono chiamati alle urne oggi per eleggere il presidente e i 275 membri del parlamento. Ci sono 12 candidati alla presidenza, ma la sfida diretta sarà tra il presidente uscente Nana Akufo-Addo, e il suo Nuovo Partito Patriottico, e il Congresso Nazionale Democratico dell’ex presidente John Dramani Mahama.

I due politici tornano così a confrontarsi direttamente per la terza volta consecutiva, dopo essersi alternati al governo nel 2012 e nel 2016. Questa è l’ottava elezione dal ritorno della democrazia multipartitica nel 1992 per il Ghana, considerato uno dei paesi più democratici dell’Africa occidentale.

Liberia: domani al voto per legislative e referendum costituzionale 

Doppio appuntamento elettorale domani in Liberia, il paese dell’Africa occidentale guidato dal gennaio 2018 dal George Weah, ex calciatore molto conosciuto anche in Italia. I liberiani votano un referendum di modifica della Costituzione: i quesiti chiedono la riduzione del mandato presidenziale e parlamentare (da sei a cinque anni per presidente e deputati; da nove a sette anni per i senatori), e la possibilità di avere la doppia cittadinanza.

Si vota anche per le elezioni legislative di medio termine per rinnovare 15 dei 30 seggi del senato. L’esito del voto è un banco di prova per la maggioranza che sostiene il presidente Weah e che è chiamata a dare risposte a un paese dove meno del 30% dei cittadini adulti ha un’occupazione formale e circa l’80% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.

Rd Congo: il presidente Tshisekedi scioglie la coalizione di governo

Il presidente congolese Félix Tshisekedi ha formalizzato con un discorso rivolto alla nazione la fine della coalizione di governo composta da due blocchi: Verso il cambiamento (Cach), che fa capo a Tshisekedi, e il Fronte comune per il Congo (Fcc) che fa capo all’ex presidente Joseph Kabila. La coalizione, al governo da meno di due anni, non riesce a governare la Repubblica democratica del Congo e, secondo il presidente, le responsabilità stanno tutte nel campo di Kabila.

Dopo aver dedicato il mese di novembre a consultazioni ad ampio raggio, ora Tshisekedi ha detto che nominerà un “informatore” con il compito di esplorare, nell’arco di 30 giorni, la possibilità di avere una nuova maggioranza parlamentare. Il nome di questa figura, prevista dalla Costituzione, non è ancora stato fatto.