Elezione dei vertici del governo transitorio libico al Forum di dialogo politico a Ginevra (middle-east-online.com)

Oggi parliamo della nomina di un governo di transizione in Libia, dello stallo politico sulle elezioni che perdura in Somalia e dello scioglimento del governo in Sudan.

Libia: nominato un nuovo governo di transizione

La Libia ha un nuovo governo di transizione destinato a condurre a elezioni nazionali, il 24 dicembre. I 75 delegati delle fazioni libiche, durante i negoziati di Ginevra, hanno investito del compito di primo ministro ad interim Abdul Hamid Dbeibah, un ricco uomo d’affari che aveva guidato la Libyan Investment and Development Company, il fondo sovrano avviato da Gheddafi nel 2007.

Avrà 21 giorni per formare un esecutivo e altre 3 settimane per ottenere la fiducia del parlamento. Capo del consiglio presidenziale è invece Mohammad Younes Menfi, ex ambasciatore espulso dalla Grecia nel dicembre 2019 come rappresaglia per un accordo tra Tripoli e Ankara. Al suo fianco ci saranno Moussa al-Koni, della minoranza tuareg, e Abdallah Hussein al-Lafi, della città occidentale di Zuwara.

Somalia: ancora nessun accordo sulle elezioni. Scaduto oggi il mandato del presidente

In Somalia si cerca ancora di trovare un accordo tra il presidente Mohamed Abdullahi Farmajo, il cui mandato è scaduto oggi, e i presidenti dei 5 stati federali sulla nomina dei delegati dei clan che dovranno eleggere i membri del parlamento. Il forum, iniziato lunedì scorso e prorogato fino a venerdì, non è riuscito a sbloccare lo stallo, dovuto alla nomina dei delegati a Gedo, area del clan di Farmajo che è sotto l’amministrazione del Jubbaland, in contrasto con il governo centrale.

Sabato il presidente del parlamento Mohamed Mursal ha escluso un estensione del mandato di Farmajo. Lo stallo politico sulle elezioni favorisce l’insorgenza di al-Shabaab che ha rivendicato un attentato compiuto ieri vicino a Dhusamareb che ha ucciso 12 agenti di sicurezza, tra cui il capo dell’intelligence locale.

Sudan: sciolto il governo in attesa della formazione di un esecutivo inclusivo degli ex ribelli

Ieri il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok ha sciolto il governo, come previsto dagli accordi di pace firmati con la maggior parte dei gruppi armati il 3 ottobre a Juba. Il nuovo governo, la cui formazione è attesa per oggi, sarà composto da esponenti delle Forze per la libertà e i cambiamento (Ffc), del Fronte rivoluzionario sudanese (Srf) e del Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (Jem), a cui andranno alcuni importanti portafogli come gli esteri e la finanza.

In base agli accordi, ogni partito deve nominare tre candidati per ogni carica ma spetterà al primo ministro decidere. Il Consiglio dei partner terrà una riunione martedì per concordare il programma del governo prima che venga firmato dai partecipanti.