Il primo ministro etiopico Abiy Ahmed (Credit: ecsstudies.com)

Oggi parliamo dell’offensiva militare lanciata dal governo etiopico contro la regione ribelle del Tigray, dell’arresto in Kenya di un leader dell’opposizione in fuga dalla Tanzania e di un nuovo sito web lanciato in Tunisia per denunciare violazioni dei diritti umani.

Etiopia: il primo ministro sostituisce vertici di esercito, intelligence e ministro degli esteri

Il primo ministro etiopico Abiy Ahmed ha sostituito ieri il capo dell’esercito, il capo dell’intelligence e il ministro degli esteri mentre l’esercito continua l’offensiva militare avviata il 4 novembre nell’irrequieta regione del Tigray con un nuovo ciclo di attacchi aerei. Sempre ieri il presidente della regione del Tigray, Debretsion Gebremichael, ha chiesto di fermare i combattimenti e negoziare.

Ha anche chiesto all’Unione Africana di intervenire per impedire al paese di precipitare nella guerra civile. Sabato il parlamento etiopico ha intanto approvato la formazione di un governo ad interim per la regione del Tigray e Unhcr e altre ong internazionali hanno preparato piani per fronteggiare un prevedibile flusso di profughi in Sudan.

Tanzania: arrestato in Kenya un leader dell’opposizione in fuga  

Continua la stretta contro l’opposizione dopo la contestata rielezione del presidente John Magufuli con il voto del 28 ottobre. L’ex parlamentare tanzaniano Godbless Lema è stato arrestato in Kenya dove era fuggito con la sua famiglia dopo essersi rifiutato di consegnare il suo passaporto ai funzionari dell’immigrazione della Tanzania.

La polizia kenyana lo ha raggiunto in una città situata a circa 45 km dal confine dopo essere stata allertata dalle controparti tanzaniane, riferisce il quotidiano The Standard al quale il politico ha detto di cercare asilo. Lema era tra i tre leader dell’opposizione che sono stati rilasciati la scorsa settimana dopo essere stati arrestati per aver indetto manifestazioni contro i risultati del voto chiedendo nuove elezioni.

Tunisia: ong lanciano un sito per denunciare violazioni dei diritti

Otto organizzazioni non governative tunisine hanno lanciato un sito che consente ai cittadini di identificarsi e denunciare casi di violazione dei diritti umani nel paese.

Questa piattaforma, disponibile all’indirizzo violations.marsad.tn, «consente a ciascun cittadino di documentare e denunciare diversi tipi di violazioni dei diritti e delle libertà, in modo da costituire un database degli abusi commessi in tempo reale», hanno affermato queste ong, tra cui Avvocati senza frontiere, l’Organizzazione mondiale per la lotta alla tortura e Al Bawsala, un osservatorio politico tunisino indipendente.

Nonostante la rivoluzione del gennaio 2011, che ha posto fine al regime di polizia di Ben Ali, vengono ancora denunciati nel paese casi di tortura o repressione da parte della polizia.