Mozambico: un villaggio razziato e dato alle fiamme nella provincia settentrionale di Cabo Delgado (Credit: Rádio Moçambique)

Oggi parliamo di nuovi massacri compiuti dai jihadisti nel nord del Mozambico, dell’aggravarsi del conflitto tra il governo etiopico e la regione del Tigray, e della minaccia di riprendere le armi lanciata al Marocco dal Fronte Polisario.

Mozambico: oltre 50 persone uccise da jihadisti nel nord del paese

Più di 50 persone sono state decapitate durante tre giorni di violenze nel nord del Mozambico, nella provincia di Cabo Delgado. Lo riporta la Bbc Africa citando i media locali, secondo cui i jihadisti hanno attaccato villaggi nei distretti di Miudumbe e Macomia uccidendo persone, sequestrando donne e bruciando case.

Nel villaggio di Muatide, gli islamisti avrebbero trasformato un campo di calcio in un campo per le esecuzioni. Il forum nazionale delle radio comunitarie è preoccupato per la sorte di 9 giornalisti che dal 31 ottobre sono nascosti nella foresta, insieme alle loro famiglie. Erano fuggiti quando gruppi armati hanno occupato la radio comunitaria San Francesco distruggendo tutte le installazioni.

Etiopia: si aggrava il conflitto con la regione del Tigray

Il primo ministro etiopico Abiy Ahmed ha detto ieri che la nazione non sta precipitando nel “caos” nonostante l’offensiva militare lanciata il 4 novembre contro la regione ribelle del Tigray. Ma i segnali sono di una crisi sempre più profonda. Gli attacchi aerei partiti dalle basi nella confinante regione Amhara e i pesanti combattimenti hanno causato centinaia di morti secondo fonti governative.

Il rischio che l’esercito si divida secondo linee etniche, con militari tigrini che disertano, sembra concretizzarsi. Diversi etiopici, tra cui soldati dell’esercito sono fuggiti ieri nel vicino Sudan, fanno sapere fonti sudanesi. Domenica poi, la polizia di Addis Abeba ha annunciato l’arresto di 162 persone in possesso di armi da fuoco e munizioni, sospettate di sostenere le forze del Tigray.

Sahara Occidentale: il Fronte Polisario minaccia di riprendere le armi contro il Marocco

Il Fronte Polisario ha minacciato di porre fine all’accordo di cessate il fuoco con il Marocco, in caso di intrusione di qualsiasi «elemento militare, di sicurezza o civile» nella zona cuscinetto di Guergerat, situato al confine tra la Mauritania e il Sahara occidentale. Il cessate il fuoco risale al 1991. Era stato firmato dopo 16 anni di guerra. Ma oggi i saharwi accusano il Marocco di volerlo violare.

La disputa sul Sahara occidentale risale al 1975 quando, dopo il ritiro degli spagnoli, il Marocco annesse circa l’80% dell’area. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi nel 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fino al 1991.