Ritorno a scuola in Uganda (Credit: Unicef)

Oggi parliamo del ritorno a scuola dopo quasi due anni di lockdown in Uganda, delle proteste dei tassisti in Angola e del rafforzamento della cooperazione tra Ciad ed Egitto.

Uganda: rientro a scuola per gli studenti dopo 22 mesi di lockdown

Dopo quasi due anni di chiusura per l’emergenza Covid-19, ieri 15 milioni di studenti sono tornati a scuola in Uganda. Ma dopo una delle chiusure scolastiche più lunghe al mondo, iniziata nel marzo 2020, le autorità hanno avvertito che almeno il 30% degli studenti potrebbe non tornare più sui banchi di scuola. Le più penalizzate sono le ragazze, molte delle quali sono rimaste incinte o si sono sposate, mentre altri hanno iniziato a lavorare. La riapertura graduale delle scuole, iniziata a novembre con le università e gli istituti di istruzione superiore, è stata affiancata alla vaccinazione di oltre 550mila insegnanti, del personale scolastico e degli studenti dai 18 anni in su.

Angola: tassisti protestano nella capitale e tentano di dare fuoco a una sede del MPLA

Ieri a Luanda tassisti e minibus privati del trasporto pubblico hanno cercato di dare fuoco ai locali del partito al governo angolano. Migliaia di conducenti hanno parcheggiato i loro veicoli lungo le strade della capitale per protestare contro le condizioni di lavoro e le molestie da parte della polizia, bloccando gli spostamenti di molti residenti. Nel distretto di Benfica, i manifestanti hanno cercato di incendiare gli uffici locali del Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (MPLA), che governa il paese dall’indipendenza, nel 1975. Incendiato anche un autobus della compagnia pubblica. Arrestate 17 persone. Lo sciopero, secondo i promotori, era contro la discriminazione quotidiana della polizia e contro il decreto che limita il numero di passeggeri nei veicoli. In Angola si andrà al voto in agosto.

Ciad: la giunta militare al potere rafforza i legami con l’Egitto

Mahamat Idriss Deby Itno, presidente del Consiglio militare transitorio del Ciad, ha incontrato la scorsa settimana il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi per consolidare i legami di cooperazione tra i due paesi. Garantire la sicurezza, rafforzare l’intelligence e la cooperazione militare per combattere il terrorismo e l’estremismo ideologico che si va consolidando nel Sahel, sono tra i principali aspetti concordati nell’incontro. L’Egitto ha inoltre garantito il proprio sostegno in questa fase di transizione del Ciad in vista di elezioni che – come promesso da Deby – dovrebbero tenersi 18 mesi dopo la sua presa di potere, in seguito alla morte del padre, nell’aprile 2021. L’iniziativa di Deby segue la linea politica del padre, Idriss Deby, che aveva stabilito una stretta alleanza con il governo del Cairo. 

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