Missili lanciati da Gaza su Irsaele (SkyNews)

Oggi parliamo delle reazioni dei paesi nordafricani ai violenti scontri armati tra Palestina e Israele, della spaccatura in seno alla Chiesa copta in Etiopia e delle tensioni interne all’African National Congress in Sudafrica. 

Manifestazioni anti-israeliane in Marocco e in tutto il Nordafrica

Dopo i violenti scontri di questi giorni nei territori palestinesi tra l’esercito israeliano, che rivendica nuovi insediamenti, e quello di Hamas, si è svolta ieri a Rabat, in Marocco, una manifestazione a sostegno del popolo palestinese.
I manifestanti gridavano al tradimento nei confronti degli accordi firmati tra Marocco e Israele, di normalizzazione dei rapporti, dopo che il presidente statunitense Donald Trump a fine mandato, aveva dato il suo sostegno al Marocco nel rivendicare la sua sovranità sul territorio del Sahara Occidentale.
Forti condanne contro la repressione israeliana sono arrivate anche da Sudafrica, Egitto, Sudan, Tunisia e Libia, mentre l’Algeria invoca l’intervento urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Etiopia: il Sinodo della Chiesa copta prende le distanze dalle dichiarazione del patriarca sulla guerra nel Tigray

Il Sinodo della Chiesa copta etiopica ha preso le distanze pubblicamente dalle dichiarazioni fatte in un videomessaggio dal patriarca copto Abune Mathias, che ha parlato di un genocidio in corso nella regione del Tigray.
In una conferenza stampa indetta ieri mattina ad Addis Abeba, il Segretario generale della Chiesa, Abune Yosef, ha precisato che le accuse rivolte al governo riguardo violazioni dei diritti umani e crimini di guerra nel Tigray non rispecchiano le idee del Santo Sinodo della Chiesa copta nel paese.
Abune Yosef ha poi precisato che qualsiasi annuncio ufficiale della Chiesa deve essere approvato dall’assemblea generale del Santo Sinodo prima di essere diffuso dai media.

Sudafrica: Jessie Duarte nominata segretaria dell’ANC

L’African National Congress (ANC), il partito al governo in Sudafrica, ha nominato Jessie Yasmin Duarte, 67 anni, nuova segretaria generale, dopo che il suo predecessore Ace Magashule è stato sospeso il 6 maggio scorso perché indagato per corruzione, frode e riciclaggio.
Jessie Duarte fa parte dello schieramento interno al partito che appoggia il presidente Ciryl Ramaphosa, scontratosi nelle scorse settimane con Magashule e con l’ala che lo sostiene, legata all’ex presidente Jacob Zuma, anche lui a processo per corruzione e appropriazione indebita.
Lo scontro ha raggiunto il suo apice nei giorni scorsi dopo il rifiuto di Magashule di dimettersi e l’invio di una lettera, indirizzata a Ramaphosa, in cui giungeva a sospenderlo dall’incarico di presidente dell’African National Congress.