Pattugliamento della Minusca a Bangassou, in Centrafrica (Credit: Minusca)

Oggi parliamo delle denunce dell’Onu contro i mercenari russi in Centrafrica, delle proteste degli studenti in eSwatini e delle pesanti dichiarazioni del presidente sudsudanese contro il primo ministro etiopico Abiy Ahmed.

Repubblica Centrafricana: i mercenari russi ostacolano la missione Onu nel paese

La missione dei caschi blu dell’Onu in Centrafrica, composta di 13mila uomini e presente dal 2014, non può compiere al meglio il suo mandato perché è nel mirino delle forze di sicurezza e dei gruppi di mercenari che le spalleggiano. Lo afferma il segretario dell’Onu Antonio Guterres in un documento che esamina il periodo da giugno a ottobre. Guterres non nomina esplicitamente il gruppo russo Wagner ma ne fa un’esplicita allusione quando parla di «personale di sicurezza schierato in virtù di accordi bilaterali» tra Bangui e Mosca. Alla Minusca viene impedito di compiere azioni di pattugliamento, alcuni caschi blu sono stati arrestati e si sono registrati tentativi di perquisire i veicoli e le abitazioni del personale Onu.

eSwatini: proteste degli studenti pro-democrazia, il governo schiera l’esercito

Il governo dell’eSwatini ha schierato soldati e polizia nelle scuole ieri per sedare le proteste degli studenti che chiedono riforme democratiche. Gli studenti delle scuole superiori dell’ultima monarchia assoluta in Africa hanno boicottato le lezioni nell’ultimo mese. Chiedono tra l’altro il rilascio di Mthandeni Dube e Mduduzi Mabuza, due parlamentari arrestati durante le proteste iniziate il 25 giugno e accusati di terrorismo per incitamento a disordini e violazione delle normative anti Covid. Il re Mswati III è stato criticato dalla comunità internazionale negli ultimi mesi per l’uso eccessivo della forza contro i manifestanti. Almeno 27 persone sono state uccise in scontri con la polizia lo scorso luglio.

Per il presidente del Sud Sudan il primo ministro etiopico “non è in grado” di avviare i negoziati sulla Gerd

Hanno scatenato dure reazioni in Etiopia le dichiarazioni fatte domenica al Cairo, in Egitto, dal presidente del Sud Sudan Salva Kiir che in una conferenza stampa ha detto che il primo ministro etiopico Abiy Ahmed gli aveva promesso di riprendere i negoziati con Egitto e Sudan sulla diga etiopica sul Nilo Azzurro (Gerd) dopo la formazione del nuovo governo, ma non ha mantenuto la sua promessa. Kiir ha aggiunto che Ahmed “non è in grado” di avviare i negoziati, che il Sud Sudan si era offerto di mediare. Intanto, nel nord dell’Etiopia prosegue l’offensiva aerea e terrestre dell’esercito contro i ribelli del Tplf nella regione Amhara, secondo quanto denunciato dagli stessi vertici tigrini.

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