Carico di vaccini arrivati in Ghana attraverso la piattaforma Covax (Credit: Unicef)

Oggi parliamo della distruzione di 1,4 milioni di dosi di vaccini scaduti anti-Covid in Nigeria e Senegal, dei nuovi decreti del presidente tunisino Saïed e degli arresti domiciliari imposti dai militari all’oppositore ugandese Bobi Wine.

Nigeria e Senegal distruggeranno 1 milione e 400mila vaccini anti-Covid scaduti

La Nigeria distruggerà circa un milione di vaccini scaduti contro il Covid-19 donati dai paesi occidentali attraverso il programma Covax. Nella nazione più popolosa del continente, con oltre 200 milioni di persone, meno del 4% degli adulti è stato completamente vaccinato. Il ministro della salute nigeriano Osagie Ehanire ha dichiarato la scorsa settimana che alcune dosi di vaccino avevano una durata residua di poche settimane e che non accetterà più vaccini con una breve durata di conservazione. Situazione simile anche in Senegal, dove sono già scadute almeno 200mila dosi di vaccini negli ultimi due mesi e altre 200mila dosi scadranno a fine dicembre.

Tunisia: Saïed annuncia elezioni legislative anticipate e un referendum costituzionale

Il presidente della Tunisia, Kais Saïed, ha annunciato ieri sera che le elezioni legislative anticipate saranno il 17 dicembre 2022 e che il 25 luglio ci sarà un referendum su una nuova Costituzione. In un discorso alla nazione, il capo dello stato ha dichiarato che il parlamento monocamerale del paese resta congelato – come da disposizioni di emergenza in vigore dal 25 luglio scorso – fino alle prossime elezioni. Di fatto quindi è sciolto. Il presidente ha inoltre annunciato consultazioni nazionali sul referendum dal primo gennaio 2022 fino al 20 marzo 2022. Una commissione riassumerà le proposte emerse dalle consultazioni entro la fine di giugno 2022 per poi proporre la sintesi nel referendum del 25 luglio. Nel frattempo, il movimento “Cittadini contro il golpe” ha annunciato proteste contro Saïed dal 17 dicembre al 14 gennaio.

Uganda: bloccato nella sua abitazione dai militari l’oppositore Bobi Wine

Il leader dell’opposizione Robert Kyagulanyi, noto come Bobi Wine, ha denunciato di essere costretto agli arresti domiciliari da polizia e militari dispiegati da ieri sera all’ingresso della sua abitazione a Magere, distretto della capitale Kampala. Al politico sarebbe stato così impedito di raggiungere il distretto di Kayunga, dove è in corso la campagna per le elezioni amministrative suppletive di giovedì. E dove è atteso per oggi l’arrivo del presidente Yoweri Museveni. In mattinata le forze di sicurezza avrebbero arrestato il portiere, la guardia giurata e il giardiniere di Bobi Wine, strenuo oppositore al regime di Museveni, al potere in Uganda da quasi 36 anni.  

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