Il presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo (a sinistra) e il suo omologo kenyano Huhuru Kenyatta (Credit: Nation Breaking News via Twitter)

Oggi parliamo della rottura dei rapporti diplomatici tra Kenya e Somalia, della rimozione del Sudan dalla lista Usa dei paesi sponsor del terrorismo e della fine dell’alleanza di governo nella Rd Congo.

Somalia: Mogadiscio rompe i rapporti diplomatici con il Kenya

Il governo federale della Somalia ha rotto i rapporti diplomatici con il vicino Kenya, richiamando tutti i suoi diplomatici da Nairobi e concedendo sette giorni ai diplomatici kenyani a Mogadiscio, per lasciare il paese. L’annuncio è stato fatto ieri dal ministro dell’Informazione Osman Abukar Dubbe.

La decisione arriva dopo che la Somalia ha presentato una lettera di protesta contro il Kenya al primo ministro sudanese Abdalla Hamdok, presidente del blocco regionale Igad (Intergovernmental authority on development). Già alla fine di novembre la Somalia aveva richiamato il suo ambasciatore a Nairobi ed espulso l’inviato kenyano a Mogadiscio accusando il Kenya di ingerenze nei suoi affari interni, sabotando il programma che dovrebbe portare il paese alle elezioni di febbraio.

Sudan: finanziamenti e aiuti Usa dopo la rimozione dalla lista degli sponsor del terrorismo

All’indomani dell’annuncio della rimozione del Sudan dalla lista statunitense dei paesi sponsor del terrorismo, il ministro delle finanze sudanese Heba Ahmed, ha dichiarato ieri che gli Stati Uniti si sono impegnati a fornire al paese grano e altre materie prime per i prossimi quattro anni, e a sostenere con oltre 1 miliardo di dollari il paese nel suo percorso verso la cancellazione del debito.

Una cancellazione che aprirebbe anche la porta a 1,5 miliardi di dollari all’anno di finanziamenti dell’International Development Association. Heba ha anche annunciato la prossima visita di una delegazione di dirigenti delle 10 maggiori aziende agricole americane.

Rd Congo: il presidente formalizza la fine dell’alleanza di governo con Kabila

Félix Tshisekedi, presidente della Repubblica democratica del Congo, ha formalizzato ieri, di fronte alle camere riunite, la fine della coalizione di governo con Joseph Kabila, che non è durata nemmeno due anni quando ne mancano tre alla fine della legislatura. Il presidente non ha ancora reso noto il nome dell’uomo politico che avrà il compito di esplorare la possibilità di arrivare a una nuova maggioranza parlamentare: ad oggi la coalizione di Kabila, il Fronte comune per il Congo, ha la maggioranza sia alla camera che al senato.

Intanto Jean-Pierre Lacroix, segretario generale aggiunto Onu per il mantenimento della pace in Rdc, è a Kinshasa da domenica sera e sta incontrando vari esponenti politici tra cui i due leader della coalizione di opposizione Lamuka, Adolphe Muzito e Martin Fayulu. Oggi Lacroix incontrerà il presidente.