Raccoglitrice di te in Kenya

Oggi parliamo di un risarcimento milionario a lavoratrici vittime di violenze sul lavoro in Kenya e Malawi, della nomina di una donna nigeriana alla guida dell’Omc e del braccio di ferro in Sudafrica tra la commissione anti corruzione e l’ex presidente Zuma.  

Diritti: multinazionale britannica condannata a risarcire sue dipendenti, vittime di violenze in Kenya e Malawi

La multinazionale britannica Camellia Plc, attiva nella produzione ed esportazione di te, noci di macadamia e avocado, è stata costretta a pagare un totale di oltre 9,7 milioni di dollari a 85 donne, dipendenti delle sue filiali in Kenya e Malawi.

Le donne, sostenute da una rete di organizzazioni per i diritti umani, avevano denunciato alla giustizia britannica gravi violazioni, tra cui uccisioni, stupri e altre forme di violenza sessuale, compiute dal 2009 al gennaio 2020 dalle guardie delle due filiali locali dell’azienda: Kakuzi in Kenya ed Epm in Malawi.

Al termine del patteggiamento la Camellia Plc si è impegnata al pagamento del risarcimento, promettendo investimenti nella sicurezza – anche con l’assunzione di guardiani donne – e nello sviluppo di servizi e infrastrutture per le comunità locali.

La nigeriana Ngozi Okohjo-Iweala prima donna e prima africana alla guida dell’Omc

Già ministra delle finanze in Nigeria per due volte e direttrice della Banca Mondiale, Ngozi Okohjo-Iweala è stata nominata direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio: prima donna e prima africana a ricoprire questo ruolo. Lo ha deciso ieri il consiglio generale dell’Omc.

Una decisione maturata qualche mese fa ma rimasta bloccata dal veto posto dall’amministrazione Trump che sosteneva invece la ministra coreana del commercio Yoo Myung-hee, ritiratasi il 5 febbraio, dopo l’avvento alla casa Bianca di Joe Biden. Il mandato di Okohjo-Iweala, 66 anni, inizia il 5 marzo e terminerà il 31 agosto 2025. Dalla sua creazione, 25 anni or sono, l’Omc è stata diretta da tre europei, da un thailandese, da un neozelandese e da un brasiliano.

Sudafrica: la commissione anticorruzione chiede l’arresto dell’ex presidente Zuma

La commissione che indaga sulla corruzione in Sudafrica durante il mandato di Jacob Zuma istituirà un procedimento legale, compresa una richiesta di arresto o di una multa, contro l’ex capo dello stato dopo che questi ha ignorato ieri un secondo ordine di comparizione in tribunale.

Annunciando il ricorso alla Corte Costituzionale il vice capo della Corte Suprema, che guida la commissione, ha imposto a Zuma una nuova scadenza per testimoniare entro il 19 febbraio. Tuttavia, con una lettera inviata ieri, l’ex presidente sudafricano ha informato la commissione di non avere alcuna intenzione di presentarsi.

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