Oggi parliamo delle responsabilità del governo nelle violenze inter-comunitarie in Sud Sudan, di un nuovo rapimento in una scuola primaria in Nigeria e dell’aumento degli arrivi di migranti via mare in Italia dall’inizio dell’anno.

Sud Sudan: l’Onu accusa il governo di foraggiare le violenze inter-comunitarie 

“Milizie organizzate e pesantemente armate delle comunità murle, denka e nuer hanno commesso attacchi mirati, pianificati e coordinati contro villaggi a Jonglei e nella Grande area amministrativa di Pibor (Gpaa) tra gennaio e agosto 2020”. E’ quanto denuncia un rapporto della missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan (Unmiss) e dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani.

Un rapporto in cui si accusano “figure chiave a livello sia locale che nazionale” del governo sud sudanese di essere responsabili degli attacchi, avendo “deliberatamente alimentato e sfruttato le tensioni comunitarie”. Le violenze hanno causato in 8 mesi oltre 738 morti e 320 feriti, decine di migliaia di sfollati, con almeno 686 donne e bambini rapiti e 39 donne violentate.

Nigeria: nuovo rapimento di insegnanti e alunni in una scuola nello stato di Kaduna

Nuovo rapimento a scopo di riscatto di insegnanti e allievi di una scuola primaria nello stato di Kaduna. Lo hanno reso noto fonti governative senza specificare il numero dei rapiti e attribuendo la responsabilità a dei gruppi criminali e non a milizie jihadiste. Si tratta del sesto attacco in meno di tre mesi subito da istituti scolastici del nordovest e del centro della Nigeria.

Giovedì scorso, sempre nello stato di Kaduna, sono stati sequestrati più di 200 studenti: 180 sono stati liberati da uomini dell’esercito ma 39 rimangono ancora in ostaggio di coloro che sono definiti «banditi». Il risultato di questa ondata di attacchi è che le autorità hanno deciso di chiudere molte scuole, una scelta che andrà ad aumentare il numero di giovani nigeriani scarsamente scolarizzati.

Italia: 6.042 sbarchi di migranti da gennaio, la maggior parte provenienti dalla Costa d’Avorio

Continuano gli sbarchi sulle coste italiane. Ieri, il Viminale ha diffuso i dati delle persone giunte nel nostro paese da inizio anno. Sono finora 6.042 i migranti arrivati via mare. Numeri in crescita, se paragonati allo scorso anno, quando, da gennaio al 15 marzo, furono 2.738 le persone sbarcate. Dei 6.042 arrivi, 1.108 riguardano questi primi quindici giorni di marzo.

Un numero quattro volte superiore a quello registrato nel 2020, quando, in tutto il mese, furono 241 le persone arrivate in Italia. Per la seconda settimana consecutiva, secondo le nazionalità dichiarate allo sbarco, sono gli ivoriani i migranti più numerosi: 960, il 16% del totale. A seguire: Tunisia, Guinea, Bangladesh, Sudan ed Eritrea.

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